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Trenta misure contro la penuria di abitazioni

Il cantiere nell'ex area Koch, a Zurigo-Altstetten. Entro il 2026 verranno costruiti circa 360 appartamenti cooperativi per 900 persone, nonché spazi commerciali a prezzi accessibili e un parco pubblico di quartiere.
Il cantiere nell'ex area Koch, a Zurigo-Altstetten. © KEYSTONE / CHRISTIAN BEUTLER


Il Governo ha presentato il suo piano per mettere a disposizione alloggi accessibili ma, tra le associazioni di settore, le città e il settore immobiliare, non mancano critiche.

In Svizzera è necessario costruire e mettere a disposizione più appartamenti a prezzi accessibili. È questo l’obiettivo che si sono prefissati oggi a Berna rappresentanti del Governo ed esponenti di Cantoni e Comuni, i quali hanno stabilito – congiuntamente ad alcune associazioni del settore edile e immobiliare – le azioni da intraprendere per far fronte alla penuria di alloggi.

Mentre la popolazione elvetica è in costante aumento, gli affitti continuano a lievitare e la penuria di alloggi nel Paese sembra persistere. In diversi centri urbani della Svizzera, soprattutto a Zurigo, Zugo o Ginevra, lo spazio abitativo non è sufficiente per far fronte a questa situazione.

Permessi di costruzione calati del 30%

Ne è convinta anche l’Associazione svizzera dei proprietari fondiari (APF), che ha esortato le autorità a prendere i dovuti provvedimenti a riguardo. L’APF sostiene che è necessario innanzitutto costruire di più e mettere a disposizione alloggi più a buon mercato. In cifre, nel 2018 sono stati messi a disposizione 53’000 nuovi appartamenti mentre lo scorso anno soli 43’000. Inoltre il numero di permessi per le nuove costruzioni è diminuito di oltre il 30% tra il 2016 e il 2023. I locatari attendono da tempo azioni concrete da parte della Confederazione.

E oggi, in occasione di una seconda tavola rotonda dedicata all’argomento, i rappresentanti di Cantoni, Città Comuni e del settore edile ed immobiliare hanno concordato un piano d’intervento sotto la guida del consigliere federale Guy Parmelin, responsabile del Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR).

Trenta misure per rispondere alla penuria

Il piano – elaborato negli ultimi nove mesi – raccomanda più di trenta misure per rispondere al fabbisogno soprattutto degli inquilini, aumentando l’offerta di alloggi e creando nuovi spazi abitativi di alta qualità a prezzi accessibili, fa sapere l’Ufficio federale delle abitazioni (UFAB).

Oltre all’attuazione di procedure di pianificazione e di permessi più efficienti, oggi a Berna si è discusso anche della questione legata alla densificazione e su come gestire in modo migliore i terreni edificabili.

Stando al comunicato dell’UFAB, nei luoghi adeguati si valuterà la possibilità di costruire maggiormente in altezza e di adattare le norme attuali sulle distanze dal confine dei terreni.

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Inoltre è prevista l’introduzione di una linea guida volta a semplificare la ponderazione degli interessi nei progetti di autorizzazione, spiega l’UFAB, che intende altresì ridurre drasticamente le opposizioni palesemente abusive.

Per contribuire ad elevare l’offerta di alloggi, la Confederazione intende anche promuovere l’edilizia in caso di aumento dell’indice di sfruttamento. È infatti prevista una quota minima di alloggi a prezzi accessibili. Altre misure, infine, sono previste per i Comuni turistici che devono affrontare casi particolari.

Il nuovo piano d’intervento punta innanzitutto sulla cooperazione tra i vari attori e comprende un mix equilibrato di misure che vengono raccomandate ai partner, precisa l’UFB.

Non sono mancate le critiche

La presentazione del piano di intervento non è tuttavia stata accolta con favore da tutti. Alcuni rappresentati del settore edile ed immobiliare non hanno digerito il piano d’intervento presentato oggi dalla Confederazione, sostenendo che le nuove misure non permetteranno di contrastare l’aumento degli affitti e non tengono sufficientemente conto delle località turistiche.

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L’Associazione Svizzera Inquilini (ASI) ad esempio sostiene che il piano presentato dal consigliere federale Guy Parmelin non garantisce soluzioni efficaci per far fronte ai problemi più urgenti. Per l’ASI si tratta di “burocrazia in più” e critica il Consiglio federale per aver semplicemente delegato il fardello ai Cantoni e ai Comuni, senza assumersi le proprie responsabilità.

L’ASI auspica misure concrete per contrastare l’esplosione dei prezzi degli affitti ed un maggiore controllo per evitare che i proprietari approfittino della situazione riscuotendo “pigioni abusive”, e chiede inoltre una formula nazionale ufficiale che obblighi ad esempio i proprietari a comunicare l’importo dell’affitto precedente.

“Serve un diritto di prelazione per le città”

Anche Corine Mauch, sindaco di Zurigo e vicepresidente dell’Unione delle città svizzere (UCS) ha deplorato la mancata trasparenza per quanto concerne l’importo delle pigioni precedenti degli appartamenti prima che vengano riaffittati. Mauch davanti ai media a Berna oggi ha anche criticato la mancanza di diritti di prelazione per le città. A suo avviso, il piano d’intervento manca di misure concrete per creare alloggi a basso costo.

Anche la senatrice basilese Eva Herzog (PS) si è detta delusa. La presidente delle cooperative d’abitazione svizzera ritiene che il piano proponga principalmente una revisione delle misure, ma non convince ancora. “Abbiamo bisogno di agire” ha detto.

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Da parte sua, la Società Svizzera degli Imprenditori-Costruttori (SSIC) chiede procedure di autorizzazione per l’edilizia più rapide, più semplici e meno severe, nonché una riduzione del numero di obiezioni allo stretto necessario. Per la SSIC “la strada per ottenere la licenza edilizia è diventata un costoso percorso a ostacoli”.

Il Gruppo svizzero per le regioni di montagna (SAB) accoglie con favore il piano d’azione. Tuttavia, sono necessarie altre misure specifiche per le comunità turistiche. L’attuale carenza di alloggi non riguarda solo le città, ma anche molte comunità montane e rurali.

Le misure devono essere mirate agli alloggi utilizzati su base temporanea e ai comuni con un’alta percentuale di case secondarie. Il SAB insiste anche sulla creazione di alloggi adatti alle esigenze degli anziani. In molte comunità rurali mancano attualmente alloggi adatti a questa fascia d’età.

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