La nuova pistola dell’esercito svizzero delude su tutti i fronti
Un rapporto ottenuto da watson.ch rivela che la nuova pistola SIG scelta dall’esercito svizzero ha fallito i test interni, sollevando dubbi sulle procedure di approvvigionamento militare.
Un’inchiesta pubblicata dal sito d’informazione online watson.ch Collegamento esternorivela che la nuova pistola scelta dall’esercito svizzero, la SIG Sauer P320 Carry, ha fallito in modo evidente i test tecnici e operativi interni, ottenendo il punteggio più basso possibile e risultando “non adatta” per l’impiego in truppa. Secondo i documenti interni ottenuti dal portale, il modello presenta problemi di precisione, sicurezza e manutenzione, con malfunzionamenti ricorrenti e un rinculo che ha causato perfino piccoli infortuni durante le prove.
L’autore dell’articolo sottolinea che tutte le unità tecniche coinvolte – dall’istruzione alla logistica, fino ai laboratori di Armasuisse – avevano raccomandato l’austriaca Glock 45 risultata nettamente superiore in ogni ambito. Era stata infatti valutata con un punteggio di 7 su 10. Nonostante ciò, Armasuisse ha privilegiato il modello P320 (che si è portata a casa il punteggio minimo di 1 su 10).
La ragione di questa scelta adotta dal direttore Urs Loher è la strategia in materia di politica degli armamenti del Consiglio federale. Secondo tale strategia, si legge sul portale, “l’idoneità tecnica della nuova arma di servizio militare contava meno della promessa di SIG Sauer [che ricordiamo essere americana, ndr] di produrre in Svizzera”.
Le modifiche tecniche richieste dovranno ora essere implementate entro la fine di quest’anno, mentre Parlamento e opinione pubblica valuteranno una scelta che, come evidenzia watson.ch, rischia di mettere in discussione l’efficacia dei processi di approvvigionamento dell’esercito rossocrociato.
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Se volete segnalare errori fattuali, inviateci un’e-mail all’indirizzo tvsvizzera@swissinfo.ch.