La guerra in Iran frena la Jungfraubahn
A causa della guerra in Iran e del conseguente calo di turisti asiatici, il gruppo Jungfraubahn ha registrato nel primo semestre 2026 una netta flessione di ricavi, affluenza e utili.
Il gruppo bernese Jungfraubahn ha risentito nel primo semestre del 2026 dell’impatto della guerra in Iran, che ha comportato in particolare un calo dell’affluenza della clientela indiana e del Sud-est asiatico.
Tutti i principali indicatori accusano una flessione, mentre la dinamica estiva si è rivelata debole.
I ricavi si sono ridotti dell’8,6% su base annua, attestandosi a 137,0 milioni di franchi, indica venerdì la società che gestisce gli impianti di risalita. I proventi delle attività di trasporto si sono attestati a 97,6 milioni, il che rappresenta una contrazione dell’8,9%. Tutte le destinazioni mostrano ricavi in calo, in particolare lo Jungfraujoch (-11,9% a 52,6 milioni). L’impresa parla di una buona stagione invernale in termini di ricavi, nonostante un’evoluzione negativa (-5,9% a 25,1 milioni).
I cali sono ancora più marcati per le cifre sull’affluenza: le destinazioni di montagna hanno visto il numero di persone in visita precipitare di un quinto, a 531’600. Questa contrazione si spiega con la revisione della funicolare Lauterbrunnen-Mürren, rimasta chiusa dal 12 aprile al 10 luglio. Per lo Jungfraujoch, il gruppo ha contato 389’600 persone, con un calo del 17,6%. Le persone appassionate di sport invernali sono rimaste fedeli, sebbene il loro numero sia diminuito (-3,3% a 932’200 presenze).
Miglioramento rispetto alla primavera
La Jungfraubahn è riuscita a contenere i costi (-4,6%) grazie a prezzi dell’energia più bassi. Il risultato prima di interessi, imposte, svalutazioni e ammortamenti (EBITDA) si è comunque ridotto del 13,8%, attestandosi a 56,8 milioni di franchi. L’utile netto è stato ridotto di oltre un quinto (-21,9%), scendendo a 28,9 milioni.
I ricavi operativi e i proventi da traffico sono risultati inferiori alle attese degli analisti e delle analiste, mentre l’EBITDA e l’utile netto sono in linea con le previsioni.
Durante l’alta stagione estiva di luglio e agosto, le statistiche sull’affluenza sono leggermente migliorate rispetto al secondo trimestre, afferma il gruppo dell’Oberland nel suo comunicato. Su base annua, lo Jungfraujoch registra tuttavia ancora un calo del 10%. Per quanto riguarda le destinazioni di montagna, il numero di persone in visita è aumentato del 5% nel periodo luglio-agosto, raggiungendo quota 439’300. Complessivamente, il numero di pernottamenti si è rivelato inferiore a quello della stagione estiva 2025.
Le incertezze geopolitiche peseranno sul secondo semestre della società Jungfraubahn, che deve inoltre fare i conti con una maggiore sensibilità ai prezzi e con un rincaro dei viaggi. I conflitti in Medio Oriente e in Ucraina influenzeranno i risultati, ma il gruppo può contare su una domanda interna stabile. L’assenza di turisti e turiste dall’Asia si farà sentire, così come l’aumento dei prezzi del cherosene e dei costi di volo.
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