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La guerra del Sonderbund



Dufour, ritratto di Karl Friedrich Irminger

Dufour, ritratto di Karl Friedrich Irminger

(tvsvizzera)

L'ultima guerra sul territorio della Confederazione

Tra i liberali e i conservatori il conflitto si fa sempre più aspro: il Consiglio di guerra del Sonderbund mobilita le sue truppe.

La Dieta federale a maggioranza liberale decide in luglio di sciogliere l'alleanza difensiva cattolico-conservatrice che, per tutta risposta, mobilita le proprie truppe. La maggioranza della Dieta federale si dichiara allora anch'essa pronta a prendere le armi.

I «Cantoni del Sonderbund», ovvero Uri, Svitto, Untervaldo, Zugo, Friburgo, Vallese e Lucerna, si preparano allo scontro. Neuchâtel e i due semi Cantoni di Basilea Città e Appenzello Interno dichiarano la propria neutralità. Benché conservatori, essi si sentono infatti geograficamente isolati dal Sonderbund e preferiscono tenersi fuori dal conflitto. Tra i Cantoni rappresentanti la maggioranza in seno alla Dieta federale si annoverano anche Soletta, Ticino, San Gallo, Argovia, Glarona e Grigioni, a maggioranza cattolica. Il conflitto non può pertanto essere considerato una guerra di religione: si tratta piuttosto di dissidi politici, come i liberali tornano a più riprese a sottolineare.

La nomina del generale



Johann Ulrich Ochsenbein

Johann Ulrich Ochsenbein

(tvsvizzera)

Il Consiglio di guerra del Sonderbund nomina Ulrich von Salis-Soglio al comando delle proprie truppe. Dalla parte della maggioranza della Dieta federale sono due i potenziali candidati, due personalità estremamente diverse tra loro: il ginevrino Guillaume Henri Dufour e il bernese Johann Ulrich Ochsenbein. Dufour si oppone ai movimenti radicali ed è avversario di James Fazy che a Ginevra ne tira le fila. Ochsenbein, colonnello federale, è invece un radicale convinto: era lui alla guida della seconda spedizione dei Corpi franchi contro Lucerna. La Dieta federale nomina a capo del suo esercito di 100 000 uomini proprio il conservatore moderato Dufour.

Agiamo in fretta, senza bagni di sangue



Gli scontri di Gisikon

Gli scontri di Gisikon

(tvsvizzera)

Negli ordini del giorno, il generale Dufour invita le truppe alla moderazione e a rispettare i propri compatrioti. La mera presenza di una forza militare preponderante dovrebbe infatti indurre gli avversari ad arrendersi. Inoltre, il perpetrarsi di lotte sanguinarie avrebbe indotto all'intervento i Paesi confinanti, un'eventualità da evitare a ogni costo. L'idea del generale Dufour era quella di agire in fretta, senza inutili carneficine.

Lo scontro ha inizio



Il battaglione n.3 di ritorno dalla battaglia

Il battaglione n.3 di ritorno dalla battaglia

(tvsvizzera)

Il 3 novembre le truppe del Sonderbund attaccano il Ticino: il via alle ostilità è dato sul passo del Gottardo. L'avanzata delle truppe del Sonderbund, che in un primo tempo sembrava avere successo, subisce a Biasca un brusco rallentamento. Il generale del Sonderbund decide allora di attaccare il distretto (freiamt) argoviese. L'impresa però fallisce per mancanza di coordinamento. Dufour porta avanti l'offensiva cominciando dal Cantone di Friburgo che subito si arrende. Poi è la volta del Cantone di Zugo, che capitola senza neppure affrontare il nemico. Nella sua seconda offensiva, il generale Dufour si focalizza invece su Lucerna. Il 12 novembre le truppe federali sono alle porte della città, mentre il Consiglio di guerra del Sonderbund e il governo lucernese si rifugiano nel Cantone di Uri. Lo stesso giorno i due battaglioni si affrontano: dopo gli scontri di Meierskappel e Gisikon è pronunciato il verdetto: le truppe federali sono proclamate vincitrici, il Sonderbund è sconfitto. La cosiddetta «Guerra del Sonderbund» causa la morte di 93 soldati e il ferimento di altri 510.

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