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La grande sfida del Gottardo

Soluzioni tecnologiche e problemi geologici sotto le Alpi nella realizzazione della galleria ferroviari più lunga del mondo

Questo contenuto è stato pubblicato il 20 maggio 2016 - 21:55

La realizzazione del tunnel di base del San Gottardo, che con i suoi 57,1 km sarà il più lungo al mondo, costituisce una sfida tecnologica e geologica. Diverse situazioni hanno infatti rischiato di compromettere l'opera del secolo.

Iniziati nel 1999, gli scavi dei due tubi paralleli, eseguiti con quattro gigantesche frese di 450 metri e 3'000 tonnellate, hanno dovuto superare zone instabili dal profilo geologico. Nella regione del Tavetsch le pressioni erano così forti la volta è dovuta essere rinforzata con una struttura d'acciaio per evitare la deformazione della volta.

Ed è stata superata con successo anche la famigerata Sacca del Piora, in territorio ticinese, dove la presenza di rocce dolomitiche polverizzate (dolomia saccaroide) potevano favorire infiltrazioni idriche di portata tale da pregiudicare l'intera opera.

Fino alla caduta del diaframma, nel 2010, cui sono seguiti la posa dei binari (350 km) e gli interventi di tecnica ferroviaria. Il primo giugno l'inaugurazione ufficiale dell'opera, un anno prima del previsto, votata dal popolo svizzero nel 1992 nell'ambito del progetto di trasferimento delle merci dalla strada alla ferrovia. Ma la galleria è destinata anche ad avvicinare la Lombardia alla regione del Reno attraverso le Alpi, lungo una linea essenzialmente di pianura.

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