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Un'agricoltura senza lo sfruttamento degli animali

Foto d'archivio con galline libere di muoversi all'aperto. Keystone / Salvatore Di Nolfi

Una famiglia ha deciso di creare fuori Zurigo una vera e propria oasi di benessere per tutti gli animali da fattoria.

Questo contenuto è stato pubblicato il 02 aprile 2021 minuti

Galline ovaiole salvate da una fine prematura e amorevolmente accudite. È quello che accade in una fattoria fuori Zurigo, dove una famiglia accoglie oltre 100 animali maltrattati o scampati al macello. Qui viene data loro una seconda vita.

In questo luogo nessun animale viene sfruttato, ma accudito. Una convinzione personale che è diventata un vero e proprio progetto di vita per Sarah Heiligtag: un'agricoltura sostenibile che pensa al futuro.

I cavalli, ad esempio, non vengono né utilizzati per il lavoro, né cavalcati. Eppure fa vivere una famiglia di tre persone: "Ho studiato filosofia e do dei corsi di etica qui in fattoria. Poi c'è la coltivazione di frutta e verdura, organizziamo degli eventi, visite delle scuole. E per gli animali abbiamo un sistema di padrinato: chi lo desidera, ne adotta uno e ne copre le spese per il cibo", spiega Heiligtag.

La donna fornisce anche consulenze ad altri contadini che vogliono cambiare il loro modo di fare agricoltura. Spesso si tratta di persone che ereditano un'azienda dai genitori e vogliono cambiare il tutto: "Ci sono tre motivi. Il primo è ecologico, il secondo emotivo, perché alcuni fanno fatica a confrontarsi con la sofferenza degli animali, che causa loro problemi anche psichici. Il terzo è economico: si accorgono che i prodotti a base vegetale sono sempre più richiesti".

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tvsvizzera.it/fra con RSI


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