La BNS lascia il tasso guida allo 0,0%, in linea con le attese
A fronte di un'inflazione contenuta e in linea con le attese, la Banca nazionale svizzera ha deciso di mantenere invariato il suo tasso guida allo 0,0% per la quarta volta consecutiva, confermando la sua politica di stabilità.
La Banca nazionale svizzera (BNS) lascia invariata la sua politica monetaria: l’istituto mantiene il suo tasso guida allo 0,0%, il livello a cui si trova dal giugno 2025.
È la quarta volta consecutiva che l’entità guidata da Martin Schlegel opta per la stabilità. La mossa comunicata alle 09.30 di giovedì nell’ambito del tradizionale esame trimestrale della situazione economica e monetaria è perfettamente in linea con quanto atteso dagli esperti: i 17 analisti presi in considerazione dall’agenzia AWP scommettevano infatti sullo statu quo, che dovrebbe peraltro proseguire – questa l’attuale previsione degli specialisti – almeno sino alla fine dell’anno.
Non si ravvede infatti necessità di agire, visto che i prezzi al momento in Svizzera non corrono, contrariamente a quanto avviene in altre economie occidentali. In maggio, infatti, l’inflazione di base (o inflazione core o zoccolo dell’inflazione: il rincaro totale senza quello concernente prodotti freschi e stagionali, energia e carburanti) si è attestata allo 0,3% su base annua. E l’inflazione complessiva è stata dello 0,6%, malgrado la progressione dei prezzi dell’energia a seguito del conflitto in Medio Oriente.
La BNS guarda alla FED e alla BCE
Come sempre la Banca nazionale deve comunque guardare anche ad altre realtà. Mercoledì la Federal Reserve ha lasciato i tassi invariati, ma ha aperto la strada a un possibile rialzo del costo del denaro. La settimana scorsa la Banca centrale europea (BCE) ha aumentato il costo del denaro di 0,25 punti, per la prima volta dal settembre 2023. Queste tendenze all’estero dovrebbero attenuare la pressione al rialzo sul franco.
Il servizio del TG 12.30 della RSI del 18 giugno 2026:
Come si ricorderà dopo un lungo periodo di tassi negativi (2015-2022), per frenare la progressione dei prezzi la BNS fra il 2022 (inflazione media annua al 2,8%) e il 2023 (rincaro al 2,1%) aveva proceduto a cinque aumenti del tasso guida, che era così salito dal -0,75% al +1,75%. Nel 2024 (rincaro 1,1%), constatando che l’inflazione era tornata sotto il 2%, l’istituto aveva cominciato nuovamente ad abbassare il costo del denaro, procedendo a sei tagli consecutivi, fino a metà 2025, quando il tasso guida è stato azzerato. Da allora non si è più mosso.
La BNS decide normalmente sui tassi a ritmo trimestrale: il prossimo esame della situazione è in programma il 24 settembre.
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