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L'UDC all'assalto del governo

Christoph Blocher, il "tribuno" zurighese dell'UDC decisamente contro l'UE: "restare liberi" lo slogan

Christoph Blocher, il "tribuno" zurighese dell'UDC decisamente contro l'UE: "restare liberi" lo slogan

(keystone)

Secondo i sondaggi i partiti di destra e centro destra dovrebbero vincere le elezioni federali. Con conseguenze importanti per la politica estera della Confederazione

Riuscirà l'UDC, il partito di maggioranza relativa di destra a conquistare il secondo seggio in governo? Questo il quesito al quale i cittadini svizzeri dovranno dare una risposta domenica. Se la risposta sarà affermativa, come indicato dai sondaggi, la Svizzera virerà a destra con conseguenze ancora imprevedibili soprattutto per quanto riguarda i rapporti, già tesi, con l'Unione europea e dunque anche con l'Italia.

L'attuale governo federale, senza l'unico membro UDC in goveno

L'attuale governo federale, senza l'unico membro UDC in goveno

(keystone)

La Svizzera è conosciuta per la sua stabilità politica. Il Consiglio federale (governo), formato da 7 membri di 5 schieramenti politici diversi, si regge sulla concordanza.

Oggi in Consiglio federale siedono 3 membri di centro destra (1 UDC e 2 PLR), 2 di sinistra (socialisti) e 2 di centro (1 PPD e 1 PBD). Questi ultimi di volta in volta appoggiano uno dei due poli a dipendenza dei temi in oggetto. Per farla breve, su temi sociali il centro vota a sinistra, su temi economici vota a destra.

Le elezioni di domenica sono importanti proprio perché nella prima sessione parlamentare di dicembre i neo deputati (246 in tutto, divisi tra 200 consiglieri nazionali e 46 consiglieri agli stati) eleggeranno il nuovo governo.

(keystone)

Secondo i sondaggi, credibili, i cittadini svizzeri dovrebbero eleggere un Parlamento un po' più a destra di quello attuale. Conseguenza diretta di questo cambiamento sarà un Consiglio federale schierato decisamente a destra. Sebbene questo scenario sia più che probabile, il condizionale è comunque d'obbligo. E ci spieghiamo.

Innanzi tutto nessun schieramento politico ha i numeri in parlamento per eleggere da solo un proprio membro in governo. Per raggiungere la maggioranza assoluta dei voti necessari (124 voti) ogni partito deve trovare delle alleanze con più partiti per poter far eleggere il proprio candidato.

Teoricamente lo schieramento di centro sinistra – che oggi conta 142 deputati – potrebbe fare il bello e il brutto tempo nella scelta dei membri di governo. Le elezioni di domenica, secondo i sondaggi, dovrebbero indebolire questo schieramento. Non tanto però da portarli sotto la maggioranza assoluta di 124 deputati. Ma il governo elvetico si basa sulla concordanza e il centro sinistra non mette in dubbio la presenza in governo della destra.

È a questo punto che diventa importante il voto di domenica. Non tanto per determinare esattamente quanti deputati avrà un partito piuttosto che un altro. È la tendenza al rialzo o al ribasso, rispetto a 4 anni fa, che sarà decisivo. Solo i partiti in ascesa potranno infatti alzare la voce e influenzare in modo decisivo l'elezione del governo a dicembre.

I vertici dell'UDC ticinese

I vertici dell'UDC ticinese

(keystone)

L'UDC è da sempre contraria a qualsiasi apertura verso l'Unione europea. Sono stati loro a lanciare tra l'altro l'iniziativa contro l'immigrazione di massa accettata dal popolo svizzero nel 2014. Un'iniziativa che ha deteriorato i rapporti con l'Ue che sulla libera circolazione delle persone non vuole neppure entrare in materia. Sempre l'UDC ha lanciato un'iniziativa per la prevalenza della Costituzione svizzera sul diritto internazionale.

E sul tema gli svizzeri saranno chiamati prossimamente al voto. E proprio nei scorsi giorni, alla vigilia delle elezioni federali, la Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo ha fatto un regalino all'UDC dando torto alla Svizzera perché ha ingiustamente condannato un negazionista del genocidio armeno. L'UDC e i suoi sostenitori euroscettici naturalmente ringraziano. E passano alla cassa

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