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Le scorte di beni e servizi devono essere rafforzate

La produzione alimentare svizzera copre, in media, solo il 50 per cento della domanda. Keystone / Salvatore Di Nolfi

Per garantire anche in futuro un approvvigionamento economico per tutto il Paese (beni e servizi essenziali per il funzionamento della società e dell’economia), alla luce di quanto sta succedendo in Ucraina ma anche per quanto visto e vissuto durante la pandemia, la Confederazione vuole potenziare il servizio che garantisce le scorte del Paese.

Questo contenuto è stato pubblicato il 30 marzo 2022 - 21:03
tvsvizzera.it/fra

L’articolo 102 della Costituzione federale (Approvvigionamento del Paese) prevede che la Confederazione assicuri beni e servizi vitali in caso di minacce d’ordine egemonico o bellico nonché in casi di gravi situazioni di penuria cui l’economia non è in grado di rimediare da sé. Per questo importante e vitale compito, in Svizzera esiste l’Ufficio federale per l’approvvigionamento economico del paeseLink esterno.

Ma cosa sono questi beni e servizi essenziali per il funzionamento della società e dell’economia citati dalla Costituzione federale? Si tratta di generi alimentari, agenti terapeutici, acqua potabile, energia, tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

Per accumulare queste scorte, il sistema di approvvigionamento elvetico si fonda sulla cooperazione tra il settore privato e lo Stato. Questo significa che il compito di garantire una disponibilità sufficiente di beni e servizi è dei privati. I grandi importatori e distributori, su imposizione statale, devono avere in magazzino scorte sufficienti per 3-6 mesi a dipendenza del bene. Le aziende che hanno questo obbligo di costituire scorte possono associarsi in organizzazioni incaricate di costituire scorte obbligatorie.

Chi pensa alle nostre scorte?

Al momento, come si può leggere sul sito dell'Ufficio federale dell'approvvigionamento economico del paese, esistono le seguenti organizzazioni incaricate di costituire scorte obbligatorie:

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Ora, per rafforzare la cooperazione tra economia e Stato per garantire l'approvvigionamento del Paese, il Consiglio federale ha deciso di intervenire, apportando alcuni adeguamenti strutturali e organizzativi. 

Un mondo che cambia

L'evoluzione degli ultimi due anni ha evidenziato la vulnerabilità dei sistemi globali e la necessità di agire, ha spiegato il ministro dell'economia Guy Parmelin.

La resilienza della Svizzera può essere rafforzata solo attraverso la partecipazione attiva dell'economia, della Confederazione e dei Cantoni, del mondo scientifico e della società civile, secondo il Governo. Questi concetti sono stati confermati da un recente rapporto, che ha però anche individuato un potenziale di miglioramento.

Attualmente l'Approvvigionamento economico del Paese (AEP) è diretto da un delegato che svolge questa funzione a titolo accessorio (grado di occupazione: 40%). L'esperienza ha però dimostrato che questo assetto non è sufficiente per garantire la gestione dell’AEP nemmeno in "tempi normali" e non soddisfa l'esigenza di reperibilità del responsabile, ha rilevato Parmelin.

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Un nuovo delegato

Il prossimo delegato sarà pertanto occupato al 100% e dovrà possedere comprovate competenze in economia e buoni contatti con l'industria e la politica. Nel processo di selezione saranno strettamente coinvolti i rappresentanti del mondo economico. Sotto la nuova direzione si intende migliorare la situazione dell'Ufficio federale per l'approvvigionamento economico del Paese (UFAE) anche dal punto di vista delle risorse umane.

Dopo la caduta del muro di Berlino e la fine della guerra fredda, il personale dell'UFAE è stato gradualmente ridotto di circa 50 unità, tanto che oggi si contano circa 32 posti a tempo pieno, ha ricordato il ministro dell'economia, aggiungendo che il Consiglio federale ha approvato un'inversione di rotta. In una prima tappa pensiamo di aver bisogno di una dozzina di nuovi impieghi, ha precisato rispondendo a una giornalista.


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