Infiltrazioni mafiose Riciclaggio da bucalettere

Di Paolo Bertossa, Falò RSI
Gruppo di bucalettere davanti uno stabile

Molte società hanno solo un indirizzo senza avere davvero una sede.

© Keystone / Alexandra Wey

Nel Moesano, regione meridionale del cantone dei Grigioni con poco più di 8'000 abitanti, sono iscritte al Registro di commercio circa 1.600 società, una ogni 5 abitanti. Una cifra sbalorditiva. Ecco perché.

Cosa ci fanno migliaia di società in un territorio che non è certo una piazza finanziaria? Partendo da questo interrogativo, Falò, trasmissione di approfondimento della RSI, vuole attirare l’attenzione sui rischi cui il Canton Ticino è esposto, in relazione alla presenza sul suo territorio e su quello limitrofo della Mesolcina, di società e persone che risultano pregiudicate in Italia, oppure che si stabiliscono da noi proprio con l’intenzione di svolgere attività illegali.

Il rischio di infiltrazione di organizzazioni criminali era tornato alla ribalta della cronaca la scorsa estate con l’inchiesta “Imponimento”. Una minaccia inquietante, dato che in Svizzera non sembra esistere una presa di coscienza politica del fenomeno.

Lo dimostra la recente decisione del Consiglio nazionale che si è opposto ad inasprire le leggi antiriciclaggio. “Refugium peccatorum”  è un’inchiesta in tre parti che tenta di far capire, attraverso testimonianze, avvenimenti, fatti di cronaca e attraverso quali meccanismi il crimine organizzato infiltra o potrebbe infiltrare la nostra economia e il tessuto sociale. 

tvsvizzera.it

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