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Le aziende di trasporto BLS e VBL denunciate per truffa

Un convoglio Flirt in esercizio nel 2020 presso la ferrovia BLS Keystone / Peter Schneider

Dopo lo scandalo Autopostale, che due anni fa ha provocato un terremoto ai vertici delle Poste svizzere, si delineano altri due casi di irregolarità contabili ad opera delle aziende di trasporto bernese BLS e lucernese VBL.

Questo contenuto è stato pubblicato il 24 novembre 2020 - 13:27
tvsvizzera/ats/spal con RSI (TG del 24.11.2020)

Anche in questo caso, secondo quanto contenuto nella denuncia penale sporta dall'Ufficio federale dei trasporti (UFT), gli amministratori delle due compagnie avrebbero taroccato intenzionalmente i bilanci allo scopo di ottenere indebitamente una quota più elevata di sussidi pubblici da Confederazione e cantoni.

Secondo quanto è emerso dalle verifiche effettuate dai funzionari federali la ferrovia bernese dal 2013 non ha fatto apparire nei suoi conti le entrate derivanti dagli abbonamenti metà-prezzo della comunità tariffale di riferimento mentre la Verkehrsbetriebe Lucern (VBL) ha conseguito dal 2010 utili che sono stati omessi nei loro conteggi.

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In altre parole sarebbe stata commessa da parte dei responsabili delle due compagnie una vera e propria truffa ai danni degli enti pubblici tenuti all'erogazione di sovvenzioni al trasporto pubblico.

Ulteriori accertamenti, in parallelo con l'inchiesta penale che verrà verosimilmente aperta a breve, saranno effettuati ora anche dall'Autorità federale di sorveglianza dei revisori.

Da parte loro i dirigenti di BLS avevano riconosciuto in febbraio di aver colpevolmente sorvolato sulle manifeste incongruenze che erano emerse nei ricavi degli abbonamenti che avevano fruttato 43,6 milioni di franchi percepiti indebitamente nel corso di un decennio.

La compagnia ferroviaria regionale aveva successivamente concordato con Confederazione e cantoni interessati un rimborso di 41,8 milioni (1,8 milioni erano stati invece promessi dall'altra azienda locale coinvolta, la Busland AG).

Anche la lucernese VBL, che sostiene di aver agito in buona fede, aveva dichiarato in marzo che avrebbe restituito 16 milioni agli enti pubblici competenti.

Ma la Comunità tariffale lucernese (VVL), che raggruppa tutte le aziende di trasporto regionali, ha fatto sapere che nei prossimi giorni presenterà una denuncia penale a carico della Verkehrsbetriebe Lucern (VBL), il cui cda ha nel frattempo rassegnato le proprie dimissioni.

Secondo una perizia esterna, indica la VVL, l'azienda lucernese si era intenzionalmente strutturata in holding con il preciso scopo di incassare illegalmente una quota maggiore di sovvenzioni.

tvsvizzera/ats/spal con RSI (TG del 24.11.2020)

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