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Indagine dell'Accademia militare Gli svizzeri si sentono al sicuro (e sono ottimisti)

Primo piano del petto di un'agente di polizia con giubbino, pila, telecamera 'bobycam' e altri strumenti

Agente di polizia zurighese, ritratta il giorno della presentazione delle telecamere corporali "bodycam".

(Keystone)

Gli svizzeri si sentono al sicuro, guardano con fiducia all'avvenire del Paese e ne approvano quasi unanimemente la neutralità. Sono invece poco propensi a un'apertura all'UE. È quanto mette in luce uno studio pubblicato venerdì.

Condotto dall'Accademia militare del Politecnico federaleLink esterno ETH di Zurigo, il sondaggio 'Sicurezza 2018' ha coinvolto in gennaio 1209 aventi diritto di voto, in tre regioni linguistiche (Svizzera tedesca, francese e italiana).

(1)

La sicurezza percepita e la fiducia nel futuro, nella neutralità e nell'UE degli svizzeri, indicati in una tabella

Dall'inchiesta emerge anche che la fiducia nelle istituzioni e nelle autorità si situa quest'anno al di sopra della media pluriennale: su una scala da 1 a 10, è di 6,7 punti nel 2018, contro una media del 6,3.

(2)

Il grado di fiducia degli svizzeri in alcune istituzioni, indicato su una tabella

Un capitolo del sondaggio riguarda l'esercito. L'81% è del parere che esso sia necessario, e per il 43% la sfera militare riveste un ruolo centrale nella vita dei cittadini svizzeri.

La maggioranza della popolazione, il 56%, continua a preferire l'esercito di miliziaLink esterno rispetto a quello di professionisti.

(3)

Servizio del TG sui risultati dello studio 'Sicherheit 2018' dell'Accademia militare dell'ETH di Zurigo

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