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Crediti Covid, primo processo per truffa

L'imprenditore italiano attivo in Ticino avrebbe percepito illegalmente circa 170mila franchi. © Keystone / Gaetan Bally

Sarà il primo, e ad oggi il più importante, processo ticinese per una truffa con i crediti Covid. Martedì il procuratore pubblico Daniele Galliano ha rinviato a giudizio il 47enne italiano domiciliato a Lugano che nel marzo scorso chiese e ottenne illecitamente due crediti stanziati dalla Confederazione.

Questo contenuto è stato pubblicato il 03 settembre 2020 - 21:01

L’uomo, che commerciava in mascherine e guanti di lattice, gonfiò il fatturato per aumentare l’entità del prestito. Poi, altra irregolarità, utilizzò parte del denaro a scopi personali. In totale prelevò all’incirca 170'000 franchi: 59'440 andarono in cinque orologi di lusso, 56'290 li usò per comprarsi una Range Rover.

L’imprenditore ha restituito nel frattempo buona parte del maltolto. Ma sui 660'000 franchi ricevuti, 169'911 mancherebbero ancora all’appello. L’imputato dovrà rispondere di truffa, falsità in documenti, amministrazione infedele aggravata ed esercizio abusivo della professione di fiduciario.

Senza dimenticare l’infrazione alla legge federale sull’AVS e l’infrazione alla legge federale sulla previdenza professionale. Nel primo caso i contributi non pagati ammonterebbero a 142'300 franchi; nel secondo a 3'536.

Il 47enne, in carcere dal 30 giugno, rischia tra i due e i cinque anni. Tanto chiederà il procuratore alla Corte delle Assise criminali.

In aula comparirà anche il fiduciario luganese, o sedicente tale, a cui l’imprenditore si appoggiava. È accusato, oltre che di truffa e falsità in documenti per la vicenda dei crediti Covid, di avere esercitato abusivamente la professione a partire dal settembre del 2012.

Il 51enne respinge con fermezza ogni addebito. Così come il suo contabile, pure finito sotto inchiesta, per il quale Galliano ha emesso un decreto d’accusa, proponendo una pena pecuniaria sospesa e il pagamento di una multa. Lui si è opposto, e al pari degli altri due andrà dunque a processo, separatamente, alle Correzionali.

Il servizio del Quotidiano.

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tvsvizzera.it/fra con RSI

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