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Donazione di organi, verso il consenso presunto

Oggi chi vuole donare gli organi deve compilare questa tessera. Keystone / Gaetan Bally

Per far fronte alla diminuzione di donazione di organi, in Svizzera si verso un cambio di paradigma: dal consenso esplicito verso un consenso presunto.

Questo contenuto è stato pubblicato il 06 maggio 2021 - 08:50

Chi non intende donare i propri organi dopo la morte dovrà dichiararlo formalmente quando è ancora in vita. In mancanza di una dichiarazione, la facoltà di prendere una decisione potrebbe essere conferita agli stretti congiunti o a una persona di fiducia. Oggi, invece, il consenso deve essere esplicito.

Il Consiglio nazionale ha adottato mercoledì, l’iniziativa popolare “Favorire la donazioni di organi e salvare vite umane”, nonché il controprogetto proposto dal Consiglio federale.

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L’iniziativa è stata depositata dall’organizzazione giovanile Junior Chamber International, con il sostegno di SwisstransplantLink esterno, per porre rimedio alla mancanza di organi e donatori in Svizzera (negli ultimi cinque anni circa 330 persone sono morte per non aver ricevuto per tempo un organo). Propone quindi l'introduzione di un nuovo modello basato sul consenso presunto "in senso stretto".

Il Consiglio federale ha invece proposto un modello del consenso presunto "in senso lato", per tutelare maggiormente i diritti dei famigliari, i quali potranno continuare ad avere la possibilità di rifiutare una donazione di organi se ciò corrisponde alla volontà del defunto.

Non è detto che il popolo venga chiamato alle urne: i promotori dell'iniziativa hanno già espresso la loro disponibilità a ritirare il testo qualora il controprogetto dovesse venir adottato. Il dossier passa quindi al Consiglio degli Stati.

La testimonianza di una ricevente:

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tvsvizzera.it/fra con RSI


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