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In Svizzera nasce il Partito comunista rivoluzionario

donna davanti a manifesto con falce e martello
Olivia Eschmann della sezione bernese del neo costituito Partito comunista rivoluzionario. KEYSTONE/© KEYSTONE / ALESSANDRO DELLA VALLE

Circa 300 persone hanno partecipato questo fine settimana al congresso di fondazione del Partito comunista rivoluzionario (PCR) svizzero.

“È giunto il momento di un ritorno del comunismo rivoluzionario”, ha dichiarato Dersu Heri, segretario del nuovo partito, citato in un comunicato.

Il manifesto della nuova formazione politica è stato adottato all’unanimità dai partecipanti, riunitisi da venerdì a domenica a Burgdorf, nel Canton Berna.

Al congresso hanno partecipato in totale 342 studenti, apprendisti, e lavoratori, secondo il comunicato stampa.

“La crisi climatica e la pandemia, le guerre imperialiste e l’inflazione favoriscono le posizioni comuniste”, ha sottolineato il PCR. “Per poter lottare davvero contro il capitalismo, abbiamo bisogno di un vero marxismo. Questo esiste solo nel PCR”.

Secondo il neo-costituito partito, il comunismo è di nuovo una prospettiva tangibile. Durante il congresso si è parlato molto anche di Palestina. Il PCR ha espresso solidarietà alle proteste filo-palestinesi.

Un partito messo al bando nel 1940

In Svizzera il primo Partito comunista è stato fondato nel 1921 ed è stato messo al bando dal Governo nel 1940.

+ Il Partito comunista e il suo ruolo in Svizzera. Intervista alla storica Brigitte Studer.

Dopo la guerra il Consiglio federale revocò i divieti che colpivano le organizzazioni di estrema sinistra e di estrema destra.

Ancor prima della revoca di questo divieto, nel 1944, nacque il Partito del lavoro, che riuniva comunisti che non avevano aderito al Partito socialista. La denominazione ‘comunista’ è riapparsa in Ticino nel 2007, quando la sezione locale del Partito del lavoro decise di cambiare nome.

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