In pillole La settimana in Svizzera

A tenere banco questa settimana, in Svizzera come altrove, è stato il virus della Covid-19. Si è parlato però anche delle banche a rischio sistemico -tre su cinque hanno piani d'emergenza inadeguati- e di quelle cooperative. Di antisemitismo, che è in leggero calo ma non su Internet, e del villaggio di Mitholz, che sarà evacuato per dieci anni per la bonifica di una polveriera.

Dai rapporti pubblicati martedì dalla Federazione svizzera delle comunità israelite e dal Coordinamento intercomunitario contro l'antisemitismo e la diffamazione, emerge un calo di aggressioni nel 2019. Preoccupano tuttavia le minacce sul web e la diffusione di teorie cospirative.

La Svizzera conta cinque banche cosiddette 'troppo grandi per fallire'. Ma, rivela l'Autorità di vigilanza FINMA, solo UBS e Credit Suisse hanno gli strumenti per evitare una crisi sistemica. La ZKB ha un piano d'emergenza plausibile, Raiffeisen e Postfinance neppure.

Uno di questi gruppi bancari, però, fa notizia anche per i bilanci 2019 presentati giovedì.

Intanto, nell'Oberland bernese, gli abitanti di un villaggio all'ombra di un deposito di munizioni parzialmente esploso nel 1947 hanno saputo che i lavori di bonifica dureranno vent'anni, di cui dieci richiederanno l'evacuazione totale.

Dal canton Zurigo, infine, giunge notizia della condanna di un minorenne per una triste vicenda di bullismo telematico, che aveva portato al suicidio una ragazza di 13 anni. La pena -7 giorni di lavoro di utilità pubblica, di cui 3 sospesi, per coazione e pornografia- riapre il dibattito sull'adeguatezza delle norme penali per scoraggiare il cyberbullismo.

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