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La settimana in Svizzera

La Borsa di Zurigo sopravvive alla mancata equivalenza UE, ma sempre più svizzeri si trovano sotto la soglia di povertà. Intanto, il governo spiega come intende risanare l'AVS (primo pilastro della previdenza) e contenere le emissioni dell'Amministrazione federale. Riepilogo della settimana.

Questo contenuto è stato pubblicato il 07 luglio 2019 - 17:00
tvsvizzera.it/ri

In ritorsione ai mancati progressi sul fronte dell'Accordo istituzionaleLink esterno, l'Unione Europea non ha rinnovato alla Svizzera il riconoscimento dell'equivalenza borsistica. Tuttavia a Zurigo, lunedì, non sono soffiati venti di panico: le contromisure prese da Berna paiono funzionare.
 

La Svizzera è una democrazia diretta, ma con una popolazione straniera del 25%: 1 residente su 4 rimane escluso dalle consultazioni. Due studenti di una scuola superiore di Zurigo hanno progettato un sitoLink esterno per estendere, in qualche modo, la partecipazione.

Non cambierà il volume totale delle sovvenzioni, ma i fondi saranno utilizzati in modo più efficace: la Direzione dello sviluppo e della cooperazione svizzera DSCLink esterno ha annunciato martedì nuovi principi di finanziamento dei programmi internazionali delle ong.

Mercoledì, il Consiglio federale (governo) ha illustrato quale sarà il contributo dell'Amministrazione federale alla riduzione di emissioni da qui al 2030. Sono previsti interventi su viaggi aerei, parco veicoli e settore degli edifici.
 

Lo stesso giorno, l'esecutivo ha rivelato come intende risanare le casse dell'Assicurazione vecchiaia e superstiti (AVS), il 'primo pilastro' della previdenza in Svizzera. Ma sulla nuova età pensionabile per le donne e l'aumento IVA appare difficile trovare una maggioranza.
 

Nel 2017, la soglia di povertà si collocava in Svizzera a 2'259 franchi al mese per una persona sola e 3'990 per un'economia domestica di due adulti e due bambini di meno di 14 anni. L'8,2% della popolazione risulta ormai al di sotto di questa soglia. Anche il 4,3% di quella occupata.


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