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La settimana in Svizzera

Oltre alla partita contro la Serbia della nazionale elvetica (e le conseguenti polemiche) uno degli eventi che ha attirato maggiormente l'attenzione in Svizzera negli ultimi sette giorni è stata la visita di papa Francesco a Ginevra. Ma si è parlato anche di disoccupazione dei frontalieri, della richiesta di ripetere una votazione popolare e dell'aumento dello scarto tra i salari dei comuni impiegati e dei manager.

Questo contenuto è stato pubblicato il 24 giugno 2018 - 17:00
tvsvizzera.it/Zz

Per la prima volta nella storia un pontefice ha lasciato il Vaticano con il solo scopo di incontrare il Consiglio ecumenico delle Chiese (CEC). A Ginevra, la "Roma protestante", papa Francesco ha ripetutamente invocato l'unità dei cristiani. Sin dai primi momenti con gli esponenti del CEC fino al termine della giornata, con una messa a cui hanno assistito oltre 30'000 fedeli, anche se ne erano attesi circa 40'000.

Dal 2011, i salari a livello di direzione in Svizzera sono cresciuti del 16%, mentre i comuni lavoratori hanno visto aumentare i loro stipendi del 3,8%, rileva Travail.Suisse nella sua 14esima inchiesta annuale.

Nel 2016, per pochi voti, un'iniziativa popolare era stata bocciata. È però da poco emerso che le cifre sull'impatto della misura allora presentate dall'Amministrazione federale delle finanze, molto citate da chi si opponeva all'iniziativa, erano errate.  Il partito popolare democratico, promotore del testo, ha dunque presentato ricorso e chiede che la votazione venga ripetuta. 

Le conseguenze della decisione presa giovedì dai ministri degli affari sociali dell'Unione Europea sono destinate a far discutere molto nella Confederazione. Se la misura proposta dovesse concretizzarsi la fattura per le indennità di disoccupazione dei lavoratori frontalieri rischia di diventare molto più salata per la Svizzera. 

La vittoria di venerdì della Svizzera contro la Serbia ha sicuramente fatto molto piacere ai tifosi rossocrociati. Il modo in cui i due autori del gol hanno esultato ha però creato parecchio dibattito e la Federcalcio serba ha anche presentato ricorso alla Fifa. 


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