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La settimana in Svizzera

Riforma del sistema fiscale per le imprese, preoccupazione per gli investimenti esteri cinesi e revisione della legge sulla caccia. Sono alcuni dei temi che hanno contraddistinto l'attualità in Svizzera negli ultimi sette giorni. Senza dimenticare un progetto per introdurre il reddito di cittadinanza in un comune svizzero.

Questo contenuto è stato pubblicato il 10 giugno 2018 - 12:08
tvsvizzera/mar

La Camera alta (Consiglio degli Stati) del Parlamento svizzero si è occupata giovedì di un'importante riforma fiscale, che se non andrà in porto velocemente potrebbe mettere sotto pressione la Svizzera a livello internazionale, poiché 'rea' di concedere dei privilegi fiscali alle holding e ad altre società straniere. La revisione legislativa dovrebbe permettere di mantenere la Svizzera attrattiva da un punto di vista fiscale, rispettando nello stesso tempo gli standard internazionali. Per evitare nuovi tagli a causa degli sgravi fiscali, i 'senatori' hanno deciso che ogni franco di tassazione perso attraverso questa riforma sarà sarà compensato con un franco supplementare di finanziamento dell’Assicurazione vecchiaia e superstiti, tramite aumenti dell’Imposta sul valore aggiunto (IVA).

E sempre la Camera dei cantoni ha chiesto che gli investimenti esteri in imprese svizzere siano controllati di più. A preoccupare sono soprattutto le acquisizioni da parte della Cina. Stando a uno studio del Credit Suisse, un quinto di tutti i rilevamenti di imprese realizzati a livello mondiale sono infatti oggi opera di investitori cinesi.


E ancora per quanto concerne la cronaca parlamentare, il Consiglio degli Stati ha deciso di allentare le disposizioni per proteggere il lupo e altri grandi predatori. Una tendenza, questa, che non riguarda solo la Svizzera. Sempre questa settimana, infatti, anche le province di Bolzano e di Trento hanno approvato delle misure che vanno nella stessa direzione. 

Bocciato a livello nazionale due anni fa dal popolo svizzero, il reddito di cittadinanza si farà… ma in un piccolo comune del cantone Zurigo, scelto per sperimentare questa controversa misura. Se saranno trovati i fondi necessari, nel 2019 i partecipanti al progetto pilota organizzato a Rheinau riceveranno una 'busta paga' di 2'500 franchi al mese.


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