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In pillole La settimana in Svizzera


Una riproduzione in cioccolato della Torre dell'orologio di Berna su un banco del Parlamento.

Una riproduzione in cioccolato della Torre dell'orologio di Berna.

(© KEYSTONE / ALESSANDRO DELLA VALLE)

No del Parlamento all'abolizione del canone radio-tv, obbligo per gli imam di predicare nella lingua del luogo e sovvenzioni OMC-compatibili per il cioccolato: per la Svizzera è stata soprattutto una settimana di lavori alle Camere federali. Intanto, il WEF proclamava il nostro Paese migliore economia al mondo e il Ticino festeggiava l'elezione di un "ministro".

Dopo un lungo dibattito, il Consiglio nazionale (camera bassa del Parlamento federale) ha respinto lunedì l'iniziativa popolare detta "No Billag" (dal nome della società di riscossione del canone radiotelevisivo; l'iniziativa mira ad abolire il canone stesso). Il Consiglio degli Stati (camera alta) aveva fatto altrettanto in marzo. L'ultima parola spetta al popolo.

In Svizzera, dev'essere vietato il finanziamento straniero di moschee e centri islamici e i predicatori, nei luoghi di culto, devono esprimersi in una lingua nazionale. È quanto prevede una mozione presentata dal deputato della Lega dei Ticinesi Lorenzo Quadri, accettata dal Parlamento.

Il Consiglio degli Stati ha poi approvato mercoledì, senza opposizioni, una revisione di legge che mette fine alle sovvenzioni per l’esportazione di prodotti come biscotti o cioccolato, invise all’Organizzazione mondiale del commercio (OMC). I contributi, d'ora in poi, saranno destinati ai produttori di latte e cereali.

Per il nono anno consecutivo, la Svizzera è il Paese con l’economia più competitiva al mondo secondo il Forum economico mondiale (WEF). Invariato, rispetto al 2016, il quintetto in testa alla graduatoria, con la sola differenza che gli Stati Uniti guadagnano la seconda posizione a scapito di Singapore. Olanda e Germania restano quarta e quinta.

Ignazio Cassis -eletto lo scorso 20 settembre in Consiglio federale, il governo elvetico- è infine tornato in Ticino, suo cantone d’origine, dove è stato accolto con grande entusiasmo: era da 18 anni che nell'esecutivo non sedeva un "ministro" proveniente dalla Svizzera italiana.


tvsvizzera.it/ri

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