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Morte sul cantiere di Alptransit, tutti assolti

Lo scavo della Galleria di base del Monte Ceneri in un'immagine d'archivio. Keystone

Non ha colpevoli, la morte di un operaio di 54 anni avvenuta sul cantiere di Alptransit a Sigirino nel 2010. La Corte d'appello e revisione penale ha prosciolto dall'accusa di omicidio colposo il caposciolta e l'ingegnere che erano stati condannati in primo grado.

Questo contenuto è stato pubblicato il 30 maggio 2018 - 13:15
tvsvizzera.it/ri con RSI (TG del 30.05.2018)

La CorteLink esterno, che in un comunicato rende noto di aver accolto il ricorso degli imputati, riscontra "gravi e importanti" lacune nella conduzione dell'inchiesta, soprattutto nelle ore e nei giorni immediatamente successivi alla tragedia.

Respinge, al contempo, gli appelli del procuratore pubblico e degli accusatori privati in merito all'assoluzione del macchinista della perforatrice, che è quindi confermata.

"Imprevedibile e straordinario"

Il 22 settembre di otto anni fa, dalla volta del traforo della futura Galleria di base del Monte Ceneri, si staccò una placca rocciosa di 400 chili. Perse la vita un calabrese di 54 anni, che si trovava fuori dalla zona di sicurezza. 

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Secondo la Corte, le lacune iniziali non hanno consentito di accertare nulla in merito alle cause e alla dinamica esatta del distacco della roccia. Ma non solo. "L'atteggiamento della vittima, si legge, è risultato a tal punto imprevedibile e straordinario da relegare in secondo piano il comportamento dei prevenuti".

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