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Il mercato del lavoro cambia a causa dell’IA

persona sfoglia opuscolo ufficio regionale di collocamento
L'intelligenza artificiale cambia il lavoro. Keystone / Christian Beutler

Secondo uno studio sul mercato del lavoro svizzero, l'intelligenza artificiale sta causando un netto calo delle offerte per i giovani professionisti nei settori digitali, spostando la domanda verso profili senior e aumentando la carenza di manodopera nelle professioni tecniche.

L’intelligenza artificiale (IA) sta cambiando notevolmente il mercato del lavoro svizzero. Secondo uno studio, a risentire di questa trasformazione sono soprattutto i giovani professionisti all’inizio della carriera nei settori digitali intellettuali e nei lavori d’ufficio.

Nel 2025, la quota di annunci di lavoro per esordienti è stata inferiore di quasi un terzo rispetto alla media degli anni dal 2019 al 2022, ovvero la “fase pre-IA”, come emerge dal “KI Report 2026” (Rapporto IA 2026) del portale Jobs.ch pubblicato mercoledì. Dallo studio si evince che il calo è particolarmente marcato nei cosiddetti ruoli “esposti all’IA”.

Con questo termine si intendono le professioni le cui mansioni possono essere fortemente supportate o parzialmente automatizzate dagli strumenti di IA. Tra queste rientrano, ad esempio, professioni nell’amministrazione, nelle risorse umane, nel settore bancario e finanziario, nel marketing, negli acquisti, nelle vendite, così come nell’IT e nelle telecomunicazioni.

In questi ambiti, la quota di posizioni junior è scesa del 16% rispetto alla fase pre-IA. Parallelamente, la quota di profili senior è aumentata del 26%. Lo studio interpreta questo dato come un segnale del fatto che le aziende puntano maggiormente sull’esperienza per le attività più semplici, oppure che determinate mansioni vengono progressivamente supportate da strumenti di IA.

Il “Jobs.ch KI Report 2026” si basa, secondo le informazioni fornite, su 7,3 milioni di annunci di lavoro pubblicati tra il 2019 e il 2025 sulle piattaforme Jobs.ch, jobup.ch e JobScout24.ch. L’analisi è stata integrata da sondaggi condotti tra i lavoratori e le aziende svizzere. Sono state esaminate 18 categorie professionali e 19 regioni.

L’IA influisce anche sulla ricerca di candidate e candidati

L’IA non modifica solo i profili delle mansioni, ma anche la disponibilità di manodopera sul mercato. Secondo il rapporto, oggi le professioni digitali sono in parte più facili da coprire rispetto a pochi anni fa. Al contrario, aumenta la pressione per la copertura di professioni fisiche, tecniche e legate ai servizi.

Nello studio, questo fenomeno viene misurato attraverso lo Scarcity-Index (indice di scarsità), che riflette il rapporto tra la domanda di annunci di lavoro e l’offerta stimata di talenti disponibili. Nelle professioni meno esposte all’IA, questo indice è aumentato del 19% tra il 2023 e il 2025.

Nei ruoli esposti all’IA, invece, l’indice è diminuito del 69%. È stato evidenziato che oggi trovare un infermiere qualificato è otto volte più difficile rispetto al 2023, mentre figure come i social media manager non sono quasi più considerate profili rari.

Opportunità e rischi

Oltre ai dati sugli annunci, un sondaggio complementare mostra come i lavoratori e le aziende percepiscano la trasformazione legata all’IA. Il quadro che ne emerge è contrastante: molti dipendenti si sentono fondamentalmente preparati all’IA e vedono già tali strumenti come parte della loro quotidianità professionale.

Allo stesso tempo, l’incertezza rimane elevata. Solo il 33% dei lavoratori si definisce “competente in materia di IA”. Tra i giovani sotto i 25 anni, il 41% teme di perdere rilevanza professionale o di essere sostituito dall’IA. Sul fronte aziendale, il 34% dichiara di incontrare difficoltà nel reclutare talenti idonei con competenze di IA.

Inoltre, secondo il rapporto, l’IA non è più da tempo un tema esclusivo del settore informatico. La quota di annunci ad essa legati nell’IT e nelle telecomunicazioni è scesa del 30% dal boom dell’IA generativa. Per contro, hanno registrato una forte crescita i settori dell’edilizia, dell’architettura e dell’ingegneria (+186%), nonché la finanza, le fiduciarie e l’immobiliare (+133%).

Si osservano spostamenti anche sul fronte dei salari. I ruoli altamente specializzati, ad esempio nella medicina, nelle infrastrutture e nelle funzioni ibride vicine all’IA, stanno guadagnando importanza. Nel settore sanitario, la quota di annunci nella fascia salariale molto alta (superiore a 135’000 franchi) è aumentata di 24 punti percentuali dal 2023, raggiungendo il 32%.

Il rapporto giunge alla conclusione che l’IA non farà semplicemente sparire il lavoro. Per contro, i profili delle mansioni, i requisiti di competenza e i percorsi di carriera stanno cambiando più rapidamente rispetto al passato. Per le aziende, i fornitori di formazione e la politica, diventa quindi centrale la questione di come preparare i lavoratori a questo cambiamento.

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