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Il Consiglio federale vuole imporre ulteriori misure a UBS

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Alla grande banca sono richiesti più fondi propri. Keystone / Martial Trezzini

Il dispositivo "Too Big to Fail" va migliorato secondo il Governo svizzero, che intende imporre a UBS ulteriori misure.

UBS, banca di rilevanza sistemica globale, dovrà affrontare nuove restrizioni. Dovrà in particolare detenere più fondi propri per le sue filiali estere. Il Consiglio federale intende così ridurre i rischi per la Confederazione, i contribuenti e l’economia.

La crisi di Credit Suisse ha evidenziato la necessità di migliorare il dispositivo “too big to fail”. A tal fine, il Consiglio federale ha proposto venerdì di rivedere diverse leggi e ordinanze a partire dal prossimo autunno.

La nuova normativa è rivolta principalmente a UBS, unica banca di rilevanza sistemica rimasta in Svizzera dopo il crollo di Credit Suisse. L’obiettivo è aumentare i fondi propri delle grandi banche sistemiche attive all’estero.

Garantire i fondi propri

Senza interventi, UBS non è al sicuro. Il suo tasso di copertura è già inferiore a quello richiesto. In caso di crisi, potrebbe non essere in grado di reagire.

Per evitare questo scenario, il Consiglio federale impone alle banche sistemiche di coprire interamente le partecipazioni nelle filiali estere con fondi propri. Questa misura garantisce che un’eventuale svalutazione delle filiali non incida sui fondi propri di base della casa madre in Svizzera. E protegge anche i clienti svizzeri.

Il Consiglio federale rinuncia invece a un aumento generale delle esigenze in materia di fondi propri, ritenendolo meno adeguato.

26 miliardi di fondi propri

Secondo stime del Consiglio federale, “circondate da grandi incertezze”, la casa madre UBS dovrà disporre fino a 18 miliardi di dollari in più di fondi propri per soddisfare i requisiti. In totale, saranno necessari fino a 26 miliardi di fondi propri di base.

Il progetto di legge relativo ai requisiti patrimoniali per le banche madri con sede in Svizzera, finalizzato a coprire le partecipazioni nelle filiali estere, sarà posto in consultazione nell’autunno 2025. Sono previsti lunghi periodi transitori per l’attuazione delle modifiche.

Responsabilità

Per completare il quadro normativo, il Consiglio federale introduce un regime di responsabilità. Le banche dovranno indicare in un registro chi è responsabile di quali decisioni. In questo modo sarà possibile attribuire chiaramente la responsabilità di comportamenti scorretti alla persona interessata e applicare sanzioni mirate: restituzione del salario variabile, soppressione o riduzione dei bonus.

L’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA) potrà revocare l’attestazione di condotta irreprensibile o imporre un divieto di esercizio. Inoltre, le sue competenze saranno ampliate: potrà ordinare misure in modo più rapido ed efficace o infliggere multe agli istituti che non rispettano i propri obblighi.
Anche i requisiti relativi ai piani di stabilizzazione e liquidazione saranno rafforzati. La FINMA potrà ordinare misure per correggere le lacune nei piani di stabilizzazione.

Queste ulteriori misure saranno poste in consultazione nel primo semestre del 2026.

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