Il Consiglio federale intende ratificare le convenzioni ILO su violenza e molestie sul lavoro
Nonostante non comportino modifiche dirette alla legge svizzera, il Governo ha deciso di procedere con la ratifica di due convenzioni internazionali contro la violenza e le molestie sul lavoro per riaffermare l'impegno del Paese e per ragioni strategiche.
Il Consiglio federale non demorde: intende aderire alle due convenzioni dell’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO) sull’eliminazione della violenza e delle molestie sul lavoro.
Sebbene al termine della consultazione pubblica e alla luce di un’analisi giuridica sia emerso che questi trattati non sono direttamente applicabili nel diritto svizzero, il Governo ha adottato venerdì un messaggio che propone la loro ratifica.
La prima convenzione istituisce una definizione internazionalmente riconosciuta della violenza e delle molestie sul lavoro e prevede misure di prevenzione e di protezione, indica l’esecutivo in una nota odierna. La sua ratifica consentirebbe alla Svizzera di riaffermare il suo impegno per contrastare tali fenomeni, comunque già vietati dal diritto elvetico. Sono 56 gli Stati che l’hanno finora ratificata.
L’obiettivo della seconda convenzione è invece quello di aggiornare gli strumenti normativi esistenti dell’ILO per integrarvi il riconoscimento di un ambiente di lavoro sicuro e salubre come diritto fondamentale. In virtù della sua natura puramente formale, non comporta alcuna modifica del diritto svizzero. La sua ratifica consentirebbe alla Svizzera di contribuire a rafforzare il corpus delle norme internazionali del lavoro, viene ancora precisato.
Secondo il Consiglio federale, la ratifica delle due convenzioni ribadirebbe l’impegno di Berna a favore dei diritti fondamentali del lavoro.
Nel corso della discussione in Parlamento, il consigliere federale Guy Parmelin aveva già ribadito che la legislazione svizzera rispetta in tutto e per tutto lo spirito delle convenzioni. A suo avviso, una ratifica non impone nessun cambiamento alla legislazione elvetica in materia di protezione dei lavoratori. L’esponente democentrista (UDC, destra conservatrice) in Governo aveva poi sostenuto che una mancata ratifica metterebbe la Svizzera in difficoltà, specie quando si tratterà di negoziare nuovi accordi di libero scambio.
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