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Il cibo non scade quando lo dicono le etichette

Dal 2022 alcuni prodotti possono essere venduti fino ad un anno oltre la loro data di scadenza: così l'Ufficio federale della sicurezza alimentare. Keystone / R4182/_andrea Warnecke

Gettare il cibo dopo la scadenza potrebbe non essere più l'unica soluzione a disposizione, o, per lo meno, non per tutti gli alimenti. Da quest'anno infatti alcuni prodotti possono essere venduti o distribuiti fino ad un anno oltre la loro data di scadenza. Questo è fattibile grazie alle nuove linee guida concordate con l'Ufficio federale della sicurezza alimentare e veterinaria.

Questo contenuto è stato pubblicato il 10 gennaio 2022 - 21:32
tvsvizzera.it/fra

Un cambiamento importante per chi distribuisce gratuitamente cibo, come il Tavolino Magico. "Abbiamo più margine di tempo per ricevere più prodotti dai donatori, soprattutto quelli vicini alla scadenza", spiega Jerry Graci, vice Responsabile regionale del Tavolino Magico.

Le scadenze variano a seconda del prodotto: per esempio la farina può essere consumata fino a anno dopo la data di scadenza, l'olio quattro mesi, il latte pastorizzato un mese e i salumi da consumare crudi, 14 giorni. Lo stesso vale anche per alcuni surgelati: basta applicare l'apposita nuova etichetta e il gioco è fatto.

Per Tavolino Magico, che nel 2021 ha raccolto 700 tonnellate di cibo distribuite a 2'200 beneficiari in Ticino, c'è già qualche previsione sul futuro dei quantitativi: "Significa poter raccogliere potenzialmente tanto cibo in più. Si calcola a livello nazionale 100'000 tonnellate in più, che altrimenti sarebbero gettate via", racconta Simonetta Caratti, responsabile della comunicazione dell'organizzazione.

Certo, queste date di scadenza allungate, potrebbero diventare interessanti anche per i supermercati, ad esempio riducendo il prezzo e distribuendo meno ad associazioni come il tavolino magico: "In Svizzera, 2,8 milioni di tonnellate di cibo vengono gettate via ogni anno. È una mole enorme, è importante ridurre questi sprechi. Bisogna trovare dei modi per vendere, donare o distribuire questo cibo, l'importante è non sprecarlo", conclude la stessa Caratti.

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