Il 34% delle donne si sente finanziariamente dipendente dal partner
Nonostante i litigi per denaro siano rari, un'analisi sulle finanze delle coppie svizzere evidenzia una notevole vulnerabilità femminile, con un terzo delle donne che si sente dipendente dal partner, e una generale impreparazione sui temi pensionistici.
Il 34% delle donne in un rapporto di coppia sente di dipendere finanziariamente dal partner, contro appena il 9% degli uomini. La sensazione di dipendenza sale fino al 50% tra chi guadagna nettamente meno del compagno, emerge da un sondaggio pubblicato venerdì dall’assicuratore Axa.
Dall’analisi condotta dalla società di ricerca Sotomo su un campione di quasi 1600 persone scaturisce che il 76% delle coppie litiga raramente o mai per questioni di denaro. Tra quelle più giovani e a basso reddito i conflitti sono però più frequenti: circa il 30% riferisce litigi non rari, soprattutto per vacanze e viaggi (32%), spese personali quotidiane (31%), nonché tempo libero e hobby (27%). Solo l’11% ha nascosto al partner spese importanti o debiti.
Sebbene le coppie in età lavorativa considerino le perdite del guadagno (46%) o del lavoro (45%) i maggiori rischi finanziari di una convivenza, solo una minoranza ne parla in modo approfondito: il 44% affronta il tema della copertura dei propri introiti, mentre in caso di disoccupazione la quota scende al 36%.
Sul fronte della trasparenza previdenziale emergono zone d’ombra significative: il 40% delle persone in età lavorativa che vive in coppia non è consapevole del proprio diritto alle prestazioni per i superstiti della cassa pensione in caso di decesso del partner. Per le coppie in concubinato la situazione è ancora più delicata: il 30% ignora che molte casse pensioni presuppongono l’iscrizione preventiva del partner per erogare prestazioni in caso di morte. “Questo può avere gravi conseguenze finanziarie per la persona superstite”, afferma Jürgen Scharfetter, responsabile previdenza professionale presso AXA, citato in un comunicato
Le decisioni finanziarie importanti vengono prese di comune accordo dal 73% delle coppie, ma gli uomini dichiarano due volte più spesso delle donne di avere l’ultima parola (24% contro 12%). Per chi guadagna chiaramente più del partner la percentuale sale al 40%. Quanto alla gestione dei conti, il modello più diffuso è quello misto (43% ha conti congiunti e propri), il 34% tiene conti separati e suddivide le spese e il 23% riunisce tutto in un unico conto. Tra le coppie sposate, un quarto (25%) tiene solo conti separati; tra i concubini la quota sale al 53%.
Per le donne la situazione spesso non è facile. “Se la dipendenza finanziaria non è solo percepita, bensì è una realtà, ciò ha conseguenze di ampia portata”, osserva Markus Lack, numero uno della previdenza privata di AXA. “In caso di separazione o divorzio, le donne che hanno ridotto il loro grado di occupazione per la famiglia hanno spesso un margine di manovra più limitato dal punto di vista finanziario rispetto al loro partner. Chi per anni ha lavorato a tempo parziale o non ha svolto affatto un’attività lucrativa ha lacune previdenziali e, in caso di bisogno, si trova ad affrontare notevoli sfide”.
Infine, il 22% della popolazione elvetica opterebbe per un PACS, il patto civile di solidarietà alternativo al matrimonio, mentre il 45% sceglierebbe ancora il matrimonio e il 16% nessuna delle due opzioni. Tra le coppie in concubinato con figli il PACS è addirittura più apprezzato del matrimonio: il 46% lo sceglierebbe, contro il 23% che opta per le nozze. “Mentre il matrimonio sta perdendo popolarità, alternative come il PACS diventano appetibili per chi non vuole sposarsi, ma desidera comunque una tutela giuridica reciproca”, conclude Michael Hermann di Sotomo.
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