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I prezzi della benzina scenderanno solo lentamente in Svizzera

pannello indicante prezzi benzina
Immagine illustrativa. I prezzi cambiano costantemente. Keystone-SDA

Malgrado l'accordo per il cessate il fuoco in Iran e il calo del costo del greggio, i prezzi dei carburanti in Svizzera non scenderanno rapidamente a causa di altri fattori come il basso livello del Reno e le dinamiche del mercato.

Lo scoppio della guerra in Iran ha fatto schizzare i prezzi di benzina e diesel in Svizzera e altrove. Dopo l’accordo per il cessate il fuoco, non bisogna però attendersi un rapido cambiamento alle stazioni di servizio elvetiche.

Dall’inizio della guerra il costo della benzina è cresciuto di oltre il 10%, mentre per il diesel l’aumento è stato addirittura di un quarto, secondo quanto mostra l’apposito monitoraggio del Touring Club Svizzero (TCS). La causa principale è l’incremento del costo delle materie prime, dovuto alla chiusura dello stretto di Hormuz. La quotazione del barile di brent è passato da 70 dollari a massimi di 120 dollari.

Con la tregua decisa fra le parti in conflitto, una riapertura dello stretto di Hormuz è probabile. I prezzi delle materie prime sono già in calo, con i barili di brent poco sopra i 90 dollari, dato comunque superiore a prima della guerra.

Alla pompa di benzina, però, i prezzi scenderanno solo lentamente. Al momento è difficile stimare quando la riduzione inizierà, ha detto il TCS, contattato dall’agenzia finanziaria AWP.

Il costo della materia prima non è in effetti l’unico fattore, ma contano anche variabili come la concorrenza locale, le tasse o ancora i cambi valutari, ha aggiunto Matthias Hübscher, dirigente delle stazioni di servizio di Volenergy.

La Svizzera, poi, importa una buona parte del carburante con le navi, e al momento il Reno ha una portata piuttosto scarsa. Quel che è certo, è che nella Confederazione non ci sono rischi per l’approvvigionamento di benzina e diesel, hanno infine concordato TCS e Volenergy.

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