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I pericoli in montagna vengono sottovalutati

escursionisti in montagna
Molti escursionisti ignorano i pericoli in montagna Keystone-SDA

Un'indagine dell'Ufficio per la prevenzione degli infortuni (UPI) rivela che la maggior parte degli escursionisti, soprattutto i più giovani e inesperti, prosegue su tratti pericolosi nonostante provi paura o insicurezza.

Due terzi degli escursionisti in montagna proseguono il percorso nei tratti pericolosi nonostante la paura e l’insicurezza. Stando all’Ufficio per la prevenzione degli infortuni (UPI) sono soprattutto i più giovani e gli inesperti a sottovalutare i rischi.

Da una nuova indagine emerge che quasi il 70% delle escursioniste e degli escursionisti intervistati si è già imbattuto, durante un’escursione in montagna, in un passaggio che suscita paura o insicurezza, riferisce martedì l’UPI in un comunicato.

I punti più spesso percepiti come difficili erano quelli con pericolo di caduta (45%) e con vista vertiginosa (36%). Anche i tratti tecnicamente impegnativi (18%) e i campi innevati (17%) hanno messo alla prova alcuni escursionisti. Ciononostante, secondo l’UPI, oltre due terzi delle persone coinvolte hanno proseguito il percorso.

L’analisi dei dati raccolti ha evidenziato notevoli differenze a seconda dell’età e dell’esperienza: l’84% delle e dei giovani tra i 15 e i 29 anni ha superato i tratti difficili, mentre tra le e gli over 65 la percentuale scende al 59%.

Lo stesso vale per l’esperienza: il 78% delle persone con meno di cinque anni di esperienza di escursionismo in montagna ha proseguito il percorso, mentre tra quelle con oltre 10 anni di esperienza la quota era di due terzi. Dall’indagine emerge anche che sia le escursioniste donne che le persone provenienti dall’estero hanno mostrato una maggiore propensione al rischio rispetto agli uomini e alle persone residenti in Svizzera.

Tra i motivi che spingono a proseguire, le persone intervistate hanno citato, tra l’altro, la mancanza di possibilità di tornare indietro, la pressione del tempo o del gruppo e l’ambizione.

Studiare i percorsi

Ben oltre la metà della popolazione svizzera pratica regolarmente l’escursionismo. A seconda del percorso, l’escursionismo in montagna richiede una buona forma fisica, passo sicuro e assenza di vertigini. L’UPI raccomanda pertanto di scegliere un itinerario adeguato alle proprie capacità e alla propria condizione fisica del momento e di pianificarlo in modo tale che le possibilità di tornare indietro o di deviare siano note fin dall’inizio.

Un senso di disagio dev’essere preso sul serio come segnale d’allarme. Inoltre occorre prestare attenzione ai membri più deboli del gruppo. È importante prevedere anche un margine di tempo per non dover affrontare un passaggio delicato sotto pressione. Sul portale www.trekking-sicuro.ch gli escursionisti trovano consigli, liste di cose da portare e un test di autovalutazione.

Per lo studio, condotto nell’estate del 2024, l’UPI ha intervistato 1’387 persone su sentieri escursionistici e di montagna nella Svizzera tedesca e romanda. Secondo il comunicato, ogni anno in Svizzera circa 40’000 persone subiscono incidenti durante le escursioni, 45 dei quali mortali.

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