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Raddoppio a basso impatto per la galleria del San Gottardo

Autostrada imbocca un tunnel prima di un massiccio montuoso; sopra il portale, prati e boschi
Il portale nord. Keystone / Urs Flueeler

A poco meno di quarant'anni dall'apertura, sono iniziati i lavori preparatori per la costruzione del secondo tubo della galleria autostradale del San Gottardo. Un'opera che l'Ufficio federale delle strade (Ustra) presenta come a basso impatto: il materiale di scavo sarà quasi tutto recuperato, e in buona parte riutilizzato sul posto per progetti di rinaturalizzazione. Ma non è l'unica peculiarità dell'opera.

Il raddoppio, approvato in votazione popolare, è stato voluto per consentire la chiusura totale e il risanamento dell’attuale tunnel. Al termine, entrambe le canne saranno aperte al traffico ma a una sola corsia di marcia, così da non aumentare i volumi di transito. Il rischio di incidenti frontali sarà però ridotto quasi a zero -la circolazione sarà a doppio senso solo durante le deviazioni temporanee- e la presenza di una corsia d’emergenza eviterà la chiusura del tunnel per la semplice panne di un veicolo.

Benché non si stia ancora scavando, a Göschenen e Airolo si è iniziato a lavorare ai primi di giugno, conferma Eugenio Sapia, portavoce Ustra a Bellinzona, filiale che condurrà i lavori. “A Göschenen vengono posate delle reti paramassi per proteggere la zona del cantiere presso la stazione”, vicino alla quale si costruirà “una passerella pedonale che sarà utilizzata per i nastri trasportatori del materiale di scavo”. Ad Airolo serve invece un nuovo silo per il sale perché l’attuale sarà parzialmente smantellato per far spazio a installazioni di cantiere.

Sul fronte della progettazione, “è in allestimento il progetto di dettaglio che dovrebbe essere concluso entro fine 2020, inizio 2021. Nel frattempo, il lavoro del 2020 è anche quello di preparare la messa in appalto delle opere principali”.

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La foce della Reuss sull’Urnersee sarà rinaturata con parte del materiale di scavo

Dove va il materiale di scavo

Di 6,5 milioni di tonnellate di materiale di scavo previsto, soltanto 0,35 finiranno in discariche: 2,8 saranno impiegate per una rinaturalizzazione delle sponde del Lago di Uri (portale nord) e altre 2,1 per la copertura dell’autostrada ad Airolo (portale sud), al cui fondovalle sarà così restituita una superficie prativa di 160’000 metri quadrati. Infine, 1,6 milioni tonnellate saranno recuperate come materiale da costruzione.

Doppia immagine di uno stesso luogo; nella seconda, mancano alcuni manufatti e ci sono più boschi/prati
Ufficio federale delle strade USTRA

Airolo prima e dopo (copertura dell’autostrada e demolizione del viadotto d’accesso al Passo). La copertura non è contigua al portale sud del San Gottardo e in parte sarà aperta lateralmente.

Lo scavo vero e proprio inizierà nel 2021 con la realizzazione di due cunicoli di accesso. Da un punto di vista geologico, “si sa che ci sono due zone di disturbo, una a nord tra il massiccio dell’Aar e la zona di Orsera, l’altra a sud (zona Guspis). I cunicoli serviranno a raggiungere queste zone problematiche e prepararle, renderle attraversabili dalla fresa meccanica del tubo principale”.

Un illustrazione mostra le diverse fasce geologiche del massiccio.
USTRA

Esperienza e infrastrutture

Della prima galleria, aperta al traffico il 5 settembre 1980, si potrà sfruttare l’esperienza (“la situazione geologica è stata ampiamente documentata durante lo scavo della prima canna, pertanto sono improbabili sorprese”) ma anche le infrastrutture, ovvero i pozzi di ventilazione, le cinque centrali di ventilazione -tre sotterranee, due presso le uscite- e i portali. Tutto era già stato progettato per due tubi.

La parte destra del portale sud, dalla quale attualmente si accede al cunicolo di sicurezza, diventerà l’entrata della nuova galleria (direzione nord). Mentre l’accesso al cunicolo “sarà spostato sulla sinistra del portale, in modo che vi sia uno sbocco all’aria aperta”.

Illustrazione mostra i tue tubi con cunicoli trasversali, di sicurezza e distanze
USTRA

Il nuovo tunnel non sarà in tutto e per tutto gemello. “Sarà scavato con una fresa meccanica e avrà una sezione circolare -diversa da quella attuale- di 12,7 metri. La seconda canna si troverà a circa 70 metri dal tunnel esistente.

Di nuovo c’è che lo spazio vuoto al di sotto della carreggiata sarà utilizzato per costruire due canali tecnici, uno per le esigenze della galleria -linee elettriche e di comunicazione e condotto dell’acqua- l’altro a disposizione di terzi”.

Altissima tensione e acque

L’inquilino, per così dire, di questo canale di 2 metri per 1,80 potrebbe essere Swissgrid, la società responsabile della gestione, della sicurezza e del potenziamento della rete elettrica nazionale, che sta studiando la possibilità di interrare la linea elettrica ad altissima tensione che attualmente passa al di sopra del massiccio del San Gottardo. Ne parleremo in un altro articolo con il capoprogetto.

Illustrazione dello scavo circolare mostra come sarà diviso l interno del tunnel
USTRA

Con Eugenio Sapia ci soffermiamo invece sulla gestione delle acque, che nel nuovo tunnel sarà più accurata. “Nella canna attuale, le acque reflue della carreggiata e quelle d’infiltrazione della montagna vengono raccolte entrambe nello stesso tubo. Dopo il risanamento, saranno raccolte separatamente”.

Troppo presto per dire se ciò varrà anche per le acque del primo tubo. Inoltre, del risanamento vero e proprio è responsabile un’altra filiale di Ustra (Zofingen). Ma in linea di massima le novità introdotte con la nuova galleria saranno estese a quella vecchia “per quanto si potrà; si studieranno delle soluzioni analoghe sfruttando le sinergie tra prima e seconda canna”.

Quanto al destino dei due scavi preparatori, “il cunicolo a sud verrà utilizzato per la ventilazione, mentre quello Nord sarà smantellato”.

Tabella di marcia
2024-2026 Scavo
2026-2029 Rifiniture e infrastrutture elettromeccaniche

Sud fulcro del cantiere

“Sommando 17 chilometri di tunnel ai cunicoli di accesso e ai collegamenti trasversali arriviamo in tutto a circa 30 chilometri di scavo”. Il tracciato principale “sarà scavato con due frese meccaniche mentre i cunicoli trasversali con l’esplosivo”.

Il versante sud dovrà gestire più di quanto estrarrà. “Una parte dello scavo sul versante nord sarà trasportata mediante ferrovia ad Airolo perché lì è previsto il deposito in cui viene identificato e selezionato il materiale di scavo di buona qualità che può essere riutilizzato come materiale da costruzione”.

Nel frattempo, i lavori di copertura dell’autostrada ad Airolo saranno in parte iniziati. Ma le auto non si troveranno in coda nel bel mezzo di un cantiere. “No, il dosaggio del traffico sarà anticipato in zona Stalvedro, proprio per evitare che le automobili sostino nel tratto dove viene eseguita la copertura. Ad ogni modo, per ultimare i lavori sarà necessario ancora circa un anno dopo l’apertura del secondo tubo”.

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Sempre nell’ottica di abbassare l’impatto ambientale del cantiere, USTRA prenderà in affitto ad Airolo un ex albergo (acquistato di recente dal comune) per alloggiare gli operai. Certo non basterà per tutti: “a complemento di questa soluzione saranno necessari anche dei container”, chiarisce Sapia, “perché all’hotel Alpina ci sono solo 35 camere”. Resta il fatto che “questa soluzione dà anche un contributo all’economia locale”.

Non è tardi?

La soluzione del raddoppio è stata scelta anche in prospettiva. Ogni circa 30 anni, è stato spiegato, si potrà convogliare l’intero traffico in una canna per consentire il risanamento dell’altra. In definitiva, però, il primo tubo sarà risanato dopo il 2029, quindi 50 anni dopo l’apertura al traffico. Non è troppo?

“No”, conclude Eugenio Sapia. “Ustra aveva già stabilito che il risanamento andava eseguito per il 2030 e in tutti questi anni la galleria è stata costantemente monitorata e sottoposta più volte all’anno a interventi di manutenzione e di pulizia. Se ci fosse un problema, verrebbe comunque preso in carico e monitorato. Quindi l’orizzonte 2030 attualmente non crea problemi”.

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