Grandi eventi Cancellati i mondiali di ciclismo in Svizzera

Bicicletta stilizzata in metallo, colorata, esposta accanto a pista ciclabile in ambiente prealpino

Una delle decorazioni con i colori dei mondiali che erano state esposte lungo il percorso.

Keystone / Jean-christophe Bott

I mondiali di ciclismo su strada in programma a settembre ad Aigle e Martigny, tra i cantoni Vaud e Vallese, sono stati cancellati poiché non possono beneficiare degli allentamenti sul numero di spettatori per i grandi eventi deciso mercoledì dal Consiglio federale (governo). Non è il primo appuntamento sportivo assegnato alla Svizzera ad essere annullato: stessa sorte era toccata ai mondiali di hockey in maggio.

Nella sua strategia di contenimento della pandemia di Covid-19, il governo ha ammesso manifestazioni con oltre 1'000 partecipanti solo a partire dal prossimo 1° ottobre. I mondiali di ciclismo erano previsti dal 20 al 27 settembre.

La federazione ciclista elvetica Swiss Cycling e il comitato organizzatore dei Campionati hanno dunque deciso di gettare la spugna.

Finora era stato fatto tutto il possibile per garantire che le gare si svolgessero, benché la lista diramata l'8 agosto dei 45 Paesi i cui cittadini sono soggetti a quarantena entrando in Svizzera costituisse già un grosso ostacolo, si legge in una nota diffusa mercoledì.

Le ricadute economiche

Dover cancellare i mondiali di ciclismo è spiacevole non solo per gli atleti svizzeri, che avrebbero potuto correre davanti al pubblico di casa e lottare per le medaglie, ma anche per i cantoni Vaud e Vallese e le mancate ricadute di immagine ed economiche.

Notevole il danno sul fronte dei pernottamenti. Il direttore dell'associazione alberghiera vallesana parla di 2'500 prenotazioni perse. L'evento sportivo internazionale potrà forse essere recuperato, ma non prima del 2028.


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