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Olimpiadi Milano Cortina, nei Grigioni letti in più e telelavoro per i frontalieri

due guardie di confine alla dogana di sondrio
Keystone-SDA

La preoccupazione per i possibili disagi al traffico durante le Olimpiadi di Milano Cortina sta spingendo diverse aziende grigionesi, specialmente nel settore sanitario, a predisporre misure preventive come l'offerta di alloggi per i propri lavoratori frontalieri.

Con l’avvicinarsi dell’inizio dei Giochi olimpici invernali di Milano Cortina, in programma dal 6 al 22 febbraio, cresce l’apprensione tra le lavoratrici e i lavoratori frontalieri che dalla Valtellina (Italia) si recano nei Grigioni. Le ripercussioni temute riguardano soprattutto chi opera in settori essenziali come la sanità.

Il Centro Sanitario Valposchiavo (CSVP), struttura nevralgica per l’assistenza medica nella valle meridionale dei Grigioni, ha già predisposto misure preventive. “Per contenere eventuali disagi negli spostamenti casa-lavoro, metteremo a disposizione alcuni posti letto supplementari, oltre a quelli già presenti nell’appartamento di picchetto”, ha comunicato la direzione interpellata da Keystone-ATS. L’ospitalità in loco sarà prioritariamente riservata al personale in turno di reperibilità, ma rimarrà aperta anche ad altri collaboratori non residenti in zona che desiderino evitare spostamenti quotidiani durante il periodo olimpico.

Anche altre realtà del territorio si stanno organizzando, seppur con approcci diversificati. Repower, azienda energetica con sede a Poschiavo e presenza significativa di frontalieri, non ha introdotto regole specifiche per le Olimpiadi, ma si affida alla flessibilità già esistente: “Ai collaboratori con mansioni d’ufficio è già consentito svolgere parte dell’attività da casa. Durante i Giochi monitoreremo l’evoluzione del traffico e, in caso di disagi rilevanti, concorderemo soluzioni caso per caso con i team”, ha spiegato un portavoce.

Meno critica la situazione per alcune strutture dell’Engadina. L’associazione Movimento per persone adulte con disabilità, con sedi anche a Samedan e Scuol, ritiene che l’impatto sarà trascurabile. “Abbiamo diversi frontalieri dell’Alto Adige che lavorano sia a Samedan che a Scuol. Per loro sono previste vignette di transito per il passaggio sul Passo del Forno verso l’Engadina, con orari dedicati”, precisa Andrea Parolini della sede centrale di Movimento, aggiungendo: “Penso che anche per Poschiavo non ci saranno ripercussioni significative”.

Inquietudine fra il personale scolastico

Più articolata la prospettiva delle Scuole di Poschiavo. La direttrice Sabina Paganini riconosce una certa inquietudine tra il personale: “I nostri frontalieri si sono fatti dei pensieri, ma confidano nelle soluzioni proposte dalla Regione Lombardia”. I problemi sembrano distribuiti in modo asimmetrico: “Chi arriva dal nord della Valtellina non dovrebbe riscontrare difficoltà. Più complessa sarà la situazione per chi proviene da sud, da Morbegno o Sondrio”. Non manca però lo spirito di solidarietà: “La disponibilità di ospitare i colleghi c’è”, conclude Paganini.

Con i Giochi ormai alle porte, il coordinamento tra autorità italiane e svizzere, unito alla capacità di adattamento delle aziende e dei lavoratori, sarà cruciale per garantire continuità ai servizi essenziali, senza che le Olimpiadi diventino un ostacolo sul tragitto quotidiano di chi tiene in piedi la quotidianità della regione.

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