Giovani reclutati online per i furti su commissione in Svizzera
Una crescente ondata di furti in negozi di armi in Svizzera è attribuita a bande criminali internazionali, soprattutto francesi, che utilizzano il modello "Crime-as-a-Service" per reclutare giovani esecutori tramite i social media.
Ultimamente si sono moltiplicati i furti con scasso nei negozi di armi in Svizzera. Nella maggior parte dei casi sono all’opera bande internazionali. I reati, commessi per lo più da giovani, fanno parte di un fenomeno più ampio nell’ambito della criminalità organizzata internazionale, che ha ormai raggiunto anche la Svizzera, come dimostrano i dati dell’Ufficio federale di polizia (fedpol).
Sabato 4 luglio, poco prima di mezzanotte, la polizia cantonale vallesana è stata informata di un furto con scasso avvenuto a Sion. Gli autori hanno forzato la porta principale del negozio di armi prima di appropriarsi di un bottino non meglio specificato. Durante la fuga in auto in direzione del Basso Vallese i malviventi hanno sfondato un posto di blocco della polizia.
Per le ricerche sono stati impiegati droni, unità cinofile e un elicottero Super Puma dell’esercito dotato di sistemi di visione notturna e termica. Sono state coinvolte diverse polizie cantonali nonché l’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC). Alla fine è stato possibile arrestare sette presunti autori provenienti dalla Francia, di età compresa tra i 16 e i 31 anni, ha reso noto la polizia cantonale vallesana.
Furti in Vallese, Ticino, Svitto e Zurigo
Questo episodio non è un caso isolato: quest’anno si sono verificati furti in negozi di armi anche in Ticino e nei cantoni di Svitto e Zurigo. A Sion si sono avuti perfino due furti di questo tipo di cui si è avuto notizia: già a metà giugno, infatti, alcuni malviventi si erano introdotti in un negozio utilizzando degli esplosivi. Mentre lo scorso anno erano stati segnalati diversi casi nei cantoni di San Gallo, Zurigo e Argovia.
Solo da gennaio di quest’anno, ha indicato l’Ufficio federale di polizia all’agenzia di stampa Keystone-ATS, sono stati registrati 23 casi di furti con scasso – riusciti o tentati – in negozi di armi. Fedpol registra un aumento dei casi già dall’anno scorso.
Un aspetto interessante è che, secondo quanto reso noto dalle forze di polizia, in quasi tutti i casi all’origine dei furti vi sono bande di ladri provenienti da altri paesi, in particolare dalla Francia.
Fedpol dispone di indizi secondo cui le armi rubate in Svizzera vengono trasferite nel paese limitrofo, dove vengono poi presto utilizzate in scontri violenti tra gruppi rivali. Dalle indagini in corso emerge che questi gruppi hanno acquisito maggiore forza negli ultimi anni. Allo stesso tempo agiscono “in modo sempre più incline alla violenza, più propenso al rischio e più professionale”.
Auto di lusso prese di mira
Parallelamente ai furti di armi, secondo fedpol dallo scorso anno si stanno moltiplicando anche i furti di auto di lusso in carrozzerie. Inoltre, soprattutto nella regione di Ginevra, si è registrato un aumento dei tentativi e dei casi consumati di “homejacking”, ossia l’aggressione da parte di criminali di persone nelle loro abitazioni, con l’obiettivo di sottrarre denaro, gioielli o automobili.
A differenza del furto con scasso tradizionale, in questi casi i proprietari o inquilini si trovano in casa e sono confrontati direttamente con i malviventi. Secondo l’autorità anche questi delitti sono attribuibili in gran parte a gruppi criminali provenienti dalla Francia.
Sempre secondo l’Ufficio federale di polizia, i vari reati sono da attribuire al fenomeno del “Crime-as-a-Service” (CAAS): un modus operandi a cui ricorrono sempre più spesso soprattutto organizzazioni criminali francesi.
Reclutamento via social
Da un lato ci sono i mandanti che commissionano i reati e li finanziano, dall’altro ci sono i reclutatori, che ingaggiano potenziali “soldati” tramite le reti sociali e spesso scambiano ulteriori dettagli tramite servizi di messaggistica crittografati.
Nei casi che riguardano la Svizzera il reclutamento avviene per lo più tramite Snapchat; video promozionali si trovano però anche su TikTok e Telegram. Vengono utilizzati in modo mirato il linguaggio giovanile, emoji e meme. Secondo fedpol i tentativi di reclutamento riguardano ormai anche giovani svizzeri: sono stati segnalati casi, tra l’altro, nei cantoni di San Gallo e Zurigo.
I responsabili della logistica assicurano quindi che siano disponibili le risorse logistiche necessarie per il delitto, come veicoli, attrezzi, contatti o mezzi finanziari. L’esecuzione del reato viene poi affidata ai “soldati” reclutati, a cui vengono promesse somme di denaro che vanno da 500 a ben oltre 10’000 euro.
Secondo l’Ufficio federale di polizia i “soldati” sono “per lo più minorenni o giovani adulti inesperti, senza legami diretti con un’organizzazione criminale”. Nella Confederazione vengono impiegati quasi esclusivamente uomini.
I giovani vengono di norma obbligati a filmarsi mentre commettono il reato; il materiale serve poi come strumento di propaganda per ulteriori reclutamenti oppure viene utilizzato per ricatti e per costringere a commettere altri crimini. Se i “soldati” non riescono a portare a termine con successo l’incarico vanno incontro a ritorsioni da parte dei reclutatori.
Sempre stando a quanto riferito da fedpol a Keystone-ATS, da gennaio possono essere attribuiti al fenomeno CAAS “circa 300-350 casi in Svizzera”. La maggior parte riguarda furti con scasso di veicoli – o relativi tentativi – in officine. Anche singoli furti con scasso in gioiellerie o rapine potrebbero essere attribuiti al CAAS.
Secondo i dati di fedpol dal 2025 alla fine del mese scorso sono stati identificati almeno 360 “soldati” reclutati, tra cui dieci giovani svizzeri. L’età media è di 21 anni; il più giovane autore noto ne aveva 14.
Task force per contrastare il fenomeno
Come reagiscono le autorità al fenomeno? Le attività criminali dei gruppi francesi e la relativa strategia del “Crime-as-a-Service” devono essere contrastate a lungo termine, ha spiegato fedpol a Keystone-ATS. A tal fine la Confederazione e i Cantoni hanno istituito una task force operativa nazionale nell’ambito dell’Associazione dei capi di polizia giudiziaria dei Cantoni svizzeri (ACPGS) .
La direzione generale e la conduzione operativa sono ufficialmente affidate, dall’inizio di maggio, a fedpol e alla polizia cantonale di Zurigo. L’attenzione è rivolta in particolare all’identificazione, allo smantellamento e alla repressione delle strutture criminali responsabili. Attualmente partecipano alla task force anche l’UDSC e le polizie cantonali di San Gallo, Argovia, Berna e Neuchâtel.
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