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Gioie e dolori delle eredità miliardarie

Novembre 2023, una tiara di perle e diamanti venduta per mezzo milione da Sotheby s, a Ginevra.
Novembre 2023, una tiara di perle e diamanti venduta per mezzo milione da Sotheby's, a Ginevra. © Keystone / Martial Trezzini

L'annuale rapporto tematico della banca UBS racconta preoccupazioni e ambizioni della sua clientela ultraricca. La maggior parte deve a un'eredità il miglioramento delle proprie finanze.

Alzi la mano chi conosce una persona miliardaria. Nessuno? Possiamo almeno curiosare nelle loro vite grazie al colosso bancario svizzero UBS, che ne conta parecchie nella sua clientela. Quest’anno ne ha intervistate 79, ponendo loro tutta una serie di domande su come siano diventate ricche e su quali siano i loro crucci per il futuro. La pubblicazione 2023 del “Billionaire Ambitions Report” (rapporto sulle ambizioni dei miliardariCollegamento esterno) rileva che la maggior parte delle persone super danarose che ha di recente accumulato un capitale consistente, lo ha fatto attraverso l’eredità e non in virtù di iniziative imprenditoriali. È la prima volta che succede, stando al rapporto UBS: nell’ultimo anno, 53 persone hanno ereditato un totale di 151 miliardi di dollari, superando il totale di 141 miliardi degli 84 nuovi ultra-facoltosi che si sono “fatti da soli”.

Un tema questo che, possiamo scommetterci, tornerà sul tavolo nei decenni a venire: “Vedremo casi analoghi sempre più spesso nei prossimi 20 e 30 anni”, ha precisato in una nota alla stampa Benjamin Cavalli di UBS. Il conto, spiega la banca, è presto fatto: oltre 1’000 attuali miliardari hanno compiuto 70 anni, e si stima quindi che questo gruppo demografico presto o tardi passerà alle successive generazioni una cifra pari a circa 5’200 miliardi di dollari.

Investimenti e geopolitica

Vi preoccupate di cosa fare con il contenuto del salvadanaio di vostra nipote? Pensate quanta più ansia possa venire dal dover investire decine o centinaia di miliardi. In risposta al questionario UBS, il 66% delle persone definite “miliardarie di prima generazione” mette al primo posto fra le preoccupazioni per il futuro la potenziale recessione degli Stati Uniti, seguita dalle tensioni geopolitiche (62%), dalle pressioni inflazionistiche (57%) e dalla disponibilità e dal prezzo delle materie prime (52%). 

L opera di Andy Warhol Dollar Sign
L’opera di Andy Warhol “Dollar Sign”. La valuta americana è ormai considerata potenzialmente a rischio nel mondo dei grandi investimenti finanziari. Keystone / Alexander Nemenov

Spiega UBS, che “con l’avanzare del grande trasferimento di ricchezza, ogni generazione ha una propria visione dell’eredità”. Così, il 68% delle persone intervistate che sono diventate molto ricche grazie ad un lascito testamentario, ha dichiarato di voler continuare e far crescere ciò che la famiglia d’origine ha raggiunto in termini di impresa, marchio o capitale. Fra loro, il 60% ribadisce di credere al concetto di ricchezza che viene trasmessa per linee di sangue e di voler consentire alle generazioni future di beneficiare del patrimonio. Solo il 32% però intende continuare a seguire gli obiettivi filantropici predefiniti dai genitori.

Ora decido io

Oltre la metà dei 53 eredi intervistati ha, al contrario, detto di voler intraprendere percorsi nuovi, e carriere tagliate su misura sui propri desideri, competenze e circostanze. L’UBS prende atto anche dell’aumento di eredi che decidono di investire nell’innovazione, creando nuove e originali iniziative imprenditoriali e di beneficenza, dove emerge la ricorrenza di due parole chiave popolari ai giorni nostri: “sostenibilità” e “trasformazione dell’energia pulita”.

Il rapporto contiene anche dati interessanti sui luoghi geografici della concentrazione di denaro. Prima in classifica la Francia, con 34 persone che vantano una fortuna complessiva pari a 501,6 miliardi di dollari. Fra le regioni che hanno conosciuto un particolare aumento del numero di Paperon de’ Paperoni, spiccano la Germania (da 95 a 109), il Regno Unito (da 75 a 83), l’Italia (da 44 a 56) e la Svizzera (da 67 a 75).

La concentrazione maggiore di persone miliardarie rimane comunque, come già negli anni precedenti, negli Stati Uniti (751), ma l’Asia è in progressione, con 520 cinesi (a cui si aggiungono 68 residenti di Hong Kong). Interessante, fra le diverse nazionalità, la quota di coloro che hanno creato da sé il proprio benessere: è del 98% per i cinesi e del 73% fra gli americani, ma scende al 55% in Svizzera, al 47% in Italia e al 29% in Germania. In Medio Oriente, spicca il caso degli Emirati Arabi Uniti. Nel Paese, la ricchezza miliardaria è aumentata del 157%, raggiungendo così un totale (stimato) di quasi 100 miliardi di dollari.

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