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Ginevra internazionale, preoccupazione per il conflitto israelo-palestinese

Un operatore sanitario soccorre un bambino ferito a Gaza, il 10 ottobre 2023.
Un operatore sanitario soccorre un bambino ferito a Gaza, il 10 ottobre 2023. Copyright 2023 The Associated Press. All Rights Reserved

Il segretario generale delle Nazioni Unite chiede a Israele di consentire l'ingresso a Gaza di beni salvavita, mentre si contano i primi morti anche fra le organizzazioni umanitarie. 

Al sesto giorno di guerra, continua a crescere il numero delle vittime. Il ministero della sanità di Gaza ha comunicato che 1’417 palestinesi, tra cui 326 bambini, sono stati uccisi. 6’268 le persone ferite. Il Governo israeliano ha dichiarato che dall’altro lato del confine sono morte 1’300 persone, senza specificare quante fra loro fossero bambini o adolescenti, 3’700 le ferite.

Ashkelon, Israele, rifugio anti-bombardamenti l 11 ottobre 2023.
Ashkelon, Israele, rifugio anti-bombardamenti l’11 ottobre 2023. Copyright 2023 The Associated Press. All Rights Reserved.

Da Ginevra, il segretario generale dell’ONU Antonio Guterres ha espresso grande preoccupazione per le conseguenze del blocco decretato da Tel Aviv, in virtù del quale non possono più entrare nei Territori palestinesi generi alimentari, acqua e gas, con la conseguente interruzione della corrente elettrica.

Un blocco che l’Alto commissario per i diritti umani dell’ONU, Volker Türk, ha definito “illegale alla luce delle convenzioni internazionali”. Guterres chiede a Israele di “consentire l’ingresso a Gaza di beni essenziali. Abbiamo bisogno di un accesso umanitario rapido e senza ostacoli “.

Intanto, un camion inviato dal Governo egiziano con materiale medico e beni di prima necessità ha fatto marcia indietro, dopo che Israele ha comunicato che avrebbe aperto il fuoco sul convoglio. Il Governo israeliano ha ribadito che il blocco sarà interrotto solo alla liberazione delle persone sequestrate e tenute in ostaggio da Hamas. Sarebbero 150, ma non c’è un numero esatto a causa della quantità tuttora imprecisata di dispersi.

Vittime fra gli operatori ONU e CICR

A Gaza, su un totale di 339’000 persone sfollate, circa 220’000 persone sono rifugiate in 92 strutture dell’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNRWA). L’agenzia ha comunicato ieri, mercoledì, che undici persone del suo staff sono morte in seguito ad attacchi aerei israeliani, e che 18 scuole dell’UNRWA attualmente trasformate in rifugi sono state danneggiate dai bombardamenti.

Macerie a Gaza City, l 11 ottobre 2023.
Macerie a Gaza City, l’11 ottobre 2023. Copyright 2023 The Associated Press. All Rights Reserved

Sempre da Ginevra, il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) ha confermato che sono morte a Gaza cinque persone che lavoravano per la Federazione internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna rossa (IFRC). Il CICR ha esortato “entrambe le parti coinvolte a ridurre le sofferenze dei civili”.

L’organizzazione è in contatto con Israele e con Hamas sulla questione delle persone tenute in ostaggio. Il direttore regionale del Comitato per il Vicino e il Medio Oriente, Fabrizio Carboni, ha detto che “in qualità di intermediario neutrale, siamo pronti a effettuare visite a scopo umanitario, a facilitare la comunicazione tra gli ostaggi e i membri delle loro famiglie e a favorire un eventuale loro rilascio”. La presa di ostaggi è proibita dal diritto umanitario internazionale e qualsiasi persona detenuta deve essere liberata immediatamente, ha ricordato Carboni.

Allarme per gli ospedali di Gaza

Anche il CRIC chiede di interrompere il blocco di beni salvavita: “Senza elettricità, gli ospedali rischiano di diventare obitori”, ha dichiarato Carboni. L’ufficio stampa dell’ONU ha confermato ieri, mercoledì, che le 13 strutture sanitarie di Gaza lavorano al momento solo parzialmente, a causa della mancanza di materiale medico e di corrente elettrica. Secondo la BBC, l’ospedale principale di Gaza City avrebbe solo quattro giorni di carburante di riserva per i suoi generatori. Senza energia elettrica per le pompe, inoltre, in alcune strade si starebbero accumulando liquami grezzi.

Un ferito trasportato a braccia nel campo profughi di Shati, nella Striscia di Gaza, il 12 ottobre 2023.
Un ferito trasportato a braccia nel campo profughi di Shati, nella Striscia di Gaza, il 12 ottobre 2023. Keystone / Haitham Imad

Manca conferma su bimbi uccisi a Kfar Aza 

Nel frattempo, i media internazionali faticano a comprendere quanto ci sia di vero nella notizia, circolata su diverse testate anche in Svizzera, che 40 bambini sarebbero stati uccisi, e alcuni addirittura decapitati, durante la sanguinosa irruzione di Hamas nel kibbutz di Kfar Aza, un insediamento a pochi chilometri dalla Striscia di Gaza. La notizia è stata diffusa dalla giornalista israeliana Nicole Zedeck, che ha però fatto retromarcia di fronte alle domande incalzanti di colleghi e colleghe, che da tutto il pianeta cercavano di verificare la notizia. La giornalista ha scritto su X (ex Twitter): “alcuni soldati mi hanno detto di ritenere che 40 bambini siano stati uccisi, ma il numero esatto delle vittime non è ancora chiaro”.  

Askelon, Israele, evacuazione di una famiglia dopo un bombardamento, il 9 ottobre 2023.
Askelon, Israele, evacuazione di una famiglia dopo un bombardamento, il 9 ottobre 2023. Copyright 2023 The Associated Press All Rights Reserved

La portavoce dell’esercito israeliano ha dichiarato martedì all’agenzia di stampa turca Anadolu, che ha un accordo di cooperazione con l’italiana Ansa, di aver letto la notizia, ma non avere “dettagli, né conferme” da offrireCollegamento esterno. Il giornalista Samuel Forey di Le Monde ha partecipato a una “visita guidata” organizzata dall’esercito israeliano nel kibbutz e ha detto che l’esercito israeliano non avrebbe menzionato l’episodio durante il tour, al quale hanno partecipato giornalisti di vari Paesi. Mercoledì, con un comunicato stampa Hamas ha negato che bambini siano stati decapitatiCollegamento esterno. Anche lo svizzero Corriere del Ticinoha ricostruito la controversia e tentato – invano – di trovare confermeCollegamento esterno.

Da Ginevra, l’Inviata speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani nei Territori palestinesi, la giurista italiana Francesca Albanese, ha invitato i media alla più grande cautela di fronte alla diffusione di notizie non verificate.  

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