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Gaza, a un anno dal conflitto diverse manifestazioni in Svizzera

le foto delle vittime del 7 ottobre e degli ostaggi ancora in mano a Hamas sono state esposte in Place des Nations a GInevra.
Le foto delle vittime del 7 ottobre e degli ostaggi ancora in mano a Hamas sono state esposte in Place des Nations a Ginevra. KEYSTONE

Il mondo ricorda le vittime di Hamas, ma punta il dito anche contro un aumento generalizzato dell’antisemitismo. 

Il 7 ottobre 2023 un gruppo di terroristi appartenenti a Hamas s’introduceva al Nova festival (un festival musicale) uccidendo 370 persone e sequestrandone 255. Si sono poi spostati in diversi kibboutz, massacrandone gli e le abitanti, la maggioranza dei quali sono stati sorpresi nel sonno. La risposta di Israele non si è fatta attendere: diversi razzi sono stati lanciati nella Striscia di Gaza, andando a colpire location strategiche dell’organizzazione terrorista. Da allora il conflitto non si è mai fermato, se non per poche brevi pause volte a creare dei corridoi umanitari. 

A un anno dall’inizio del conflitto, inoltre, sulla mappa sono venuti ad aggiungersi il movimento sciita libanese Hezbollah e, recentemente, anche l’Iran, che negli scorsi giorni ha lanciato diversi razzi in territorio israeliano. Insomma, non solo il conflitto non sembra essere vicino a una risoluzione, ma la situazione in Medio Oriente si fa sempre più tesa.  

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E in un anno di ostilità si sono moltiplicate anche le manifestazioni, sia a sostegno del popolo palestinese, sia a sostegno delle persone di confessione ebraica, nei confronti delle quali sono aumentati gli episodi di discriminazione e violenza in tutto il mondo. Episodi dai quali nemmeno la Svizzera è stata esentata. Ricordiamo quello più violento, avvenuto lo scorso 3 marzo quando un 50enne ebreo ortodosso è stato accoltellato per strada a Zurigo da un 15enne svizzero di origini tunisine.  Da allora le autorità si sono mobilitate per cercare di evitare ulteriori episodi di violenza e si sono moltiplicate le misure di sicurezza. “È aumentato l’antisemitismo, è aumentata l’insicurezza ed è anche aumentata la preoccupazione per Israele, dove molte persone hanno parenti e amici”, ha dichiarato il presidente della Federazione svizzera delle comunità israelite Ralph Friedländer ai microfoni della Radiotelevisione della Svizzera italiana. 

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In occasione dell’anniversario del conflitto, nella Confederazione, come nel resto del mondo, sono state organizzate diverse manifestazioni. Già ieri, domenica 6 ottobre, nella sinagoga di Berna più di 200 persone appartenenti alla comunità ebraica si sono riunite per rendere omaggio non solo alle vittime del conflitto, ma anche per ricordare gli ostaggi che ancora si trovano in mano a Hamas.  

A Ginevra, sempre nella giornata di domenica, quasi 500 persone si sono riunite per chiedere la liberazione dei 101 ostaggi ancora in mano a Hamas. Anche nella città di Calvino vari oratori hanno denunciato l’aumento dell’antisemitismo. Le fotografie degli ostaggi ancora a Gaza e quelle dei 370 giovani uccisi al Nova sono state esposte al centro della Place des Nations. “Due bambini sono detenuti da Hamas”, è stato sottolineato.

La puntata speciale del TG della RSI dedicata all’anniversario:

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A Zurigo nella giornata di lunedì si terrà una manifestazione organizzata dalle comunità ebraiche svizzere. Un evento autorizzato e che sarà sorvegliato onde evitare disordini. 

Manifestazioni sono state organizzate anche in Israele: a Réïm, nel luogo in cui si era svolto il festival Nova, una folla ha dato il via alle cerimonie con un minuto di silenzio alle 6:29 precise, l’ora in cui era avvenuto l’attacco. Presente anche il presidente israeliano Isaac Herzog. Raduni e cerimonie sono previsti anche a New York, Sydney, Buenos Aires, Berlino per nominarne solo alcune. Nella capitale tedesca, per esempio, un gruppo si è riunito alla Porta di Brandeburgo dove sono stati letti i nomi delle 1’170 persone uccise un anno fa. 

Viola Amherd: “Gli sforzi devono continuare”

Anche la presidente della Confederazione Viola Amherd ha voluto ricordare, tramite una pubblicazione su X, questo anniversario. La consigliera federale, oltre a chiedere una liberazione degli ostaggi, scrive: “I brutali attacchi terroristici di Hamas di un anno fa hanno scosso Israele, la regione e il mondo intero. Gli sforzi per liberare tutti gli ostaggi, porre fine alle sofferenze e trovare un percorso di pace in Medio Oriente devono continuare”.

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