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Galaxus ora chiede: “Vuoi davvero spendere così tanti soldi?”

pc portatile con schermata sito galaxus
L'iniziativa fa parte della linea dell'"onestà radicale" seguita dalal piattaforma da diversi anni ormai. Keystone-SDA

L’approccio di Galaxus alla cosiddetta “onestà radicale” si arricchisce con una nuova funzione che permette alle persone di monitorare le proprie spese nel tempo e fissare limiti per evitare comportamenti d’acquisto problematici.

Offensiva all’insegna della trasparenza per Galaxus: il colosso elvetico del commercio online offre ora la possibilità di tenere traccia di quanto il cliente ha speso nei mesi e negli anni addietro. Con un occhio ai comportamenti problematici di acquisto, è possibile anche impostare dei limiti.

L’iniziativa – spiega la società controllata da Migros in un comunicato Collegamento esternodiffuso mercoledì – è nata da un contributo scritto dallo scrittore Thomas Meyer sul blog della stessa Galaxus, in cui l’autore confessava di essere dipendente dallo shopping. L’impresa ha effettuato un sondaggio, arrivando a scoprire che il 4% della clientela fa fatica a rispettare il budget.

Sulla scorta di queste informazioni è stato deciso d’introdurre una panoramica delle spese, che può essere raggiunta da vari punti del sito di acquisto. Lì si può vedere quanto si ha speso mensilmente o annualmente, per categoria di prodotto. “Vogliamo aiutare la nostra clientela a consumare in modo consapevole”, afferma Thomas Bachmann, responsabile della nuova funzione, citato nella nota.

La stessa ditta sottolinea come possa sembrare paradossale che un rivenditore online ponga la domanda: vuoi davvero spendere così tanti soldi? Galaxus sostiene comunque di puntare da anni su quella che definisce “un’onestà radicale”: recensioni autentiche della clientela per le campagne pubblicitarie, grafici che mostrano l’evoluzione dei prezzi, tasso di reso e ritenuta di garanzia per prodotto e marchio. “La panoramica delle spese è il passo logico successivo”, argomenta Bachmann. “Probabilmente non favorisce la nostra attività, ma è in linea con il nostro DNA”, conclude.

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