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Nessun accordo sui valori limite per il 5G

In materia di limiti delle radiazioni diversi attori hanno scelto la prudenza. © Keystone / Peter Klaunzer

È stato presentato giovedì il rapporto sulla tecnologia di telefonia mobile 5G, stilato da un gruppo di lavoro istituito un anno fa dall'allora consigliera federale Doris Leuthard. Gli esperti raccomandano di sviluppare il monitoraggio dei rischi per la salute e intensificare la ricerca e l'informazione al pubblico, ma non sono riusciti ad accordarsi su un'eventuale modifica dei valori limite per le emissioni elettromagnetiche.

Questo contenuto è stato pubblicato il 28 novembre 2019 - 21:10
tvsvizzera.it/ATS/ri con RSI (TG del 28.11.2019)

Stando a una notaLink esterno del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC), il gruppo di lavoro non ha eseguito alcuno studio sui rischi.

Il rapporto illustra l'attuale stato delle conoscenze in materia di effetti delle radiazioni sulla salute degli individui: al di sotto degli attuali limiti, non è stato possibile dimostrare alcun effetto, mentre le possibili conseguenze di emissioni sulle frequenze che si prevede di utilizzare in futuro per il 5G non sono ancora state chiarite in modo definitivo.

Il documento presenta inoltre le cifre e le previsioni sui volumi di dati e sull'esaurimento dei valori limite, include proposte su come modellare l'approvvigionamento futuro della popolazione e dell'economia, e suggerisce l'istituzione di un centro di consulenza medica ambientale in materia di radiazioni non ionizzanti.

Scarica il rapporto in pdfLink esterno

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Compito del gruppo di lavoro, istituito nel settembre del 2018, era analizzare esigenze e rischi connessi alla creazione di reti 5G. Ne hanno fatto parte rappresentanti degli uffici federali coinvolti, autorità cantonali e comunali, operatori di telefonia e professionisti della salute. Lo ha presieduto il vicedirettore dell'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) Paul Steffen.

Secondo l'attuale ministra delle comunicazioni Simonetta Sommaruga, subentrata a Doris Leuthard nel dossier, sui limiti delle radiazioni diversi esperti hanno scelto la prudenza, sostenuti anche da un movimento popolare.

Contro il 5G, o quantomeno per una moratoria sulla tecnologia, sono state lanciate in Svizzera una petizione e un'iniziativa popolare (nella foto, la dimostrazione del 10 maggio a Berna). © Keystone / Peter Klaunzer

Lo scorso 10 maggio, oltre un migliaio di persone aveva manifestato a Berna per chiedere una moratoria nazionale sul 5G e dichiarare la propria contrarietà a un aumento dei valori limite. Il comitato 'Stop 5G' auspica che non si proceda con questa tecnologia fino a quando non sarà disponibile un numero sufficiente di studi scientifici indipendenti.

Il 18 ottobre, una petizione che chiede una moratoria sullo sviluppo del nuovo standard di telefonia mobile, corredata di quasi 40'000 firme, è stata depositata presso il Dipartimento federale delle comunicazioni. È stata inoltre lanciata un'iniziativa popolare denominata 'Per una telefonia mobile compatibile con la salute e a basso consumo energetico'.

I cantoni Ginevra e Vaud hanno dichiarato una moratoria sull'istallazione della tecnologia.

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Per preparare lo sviluppo della rete 5G, il Consiglio federale (governo) aveva approvato in aprile una modifica tecnica nell'Ordinanza sulla protezione delle radiazioni non ionizzanti ORNILink esterno. Due mesi prima erano state attribuite le relative nuove frequenze a tre operatori di telefonia mobile.

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