Fuochi d’artificio, no a un divieto nazionale
I fuochi d'artificio sono una tradizione in Svizzera e un divieto completo inopportuno.
Ne è convinto il consigliere federale Albert Rösti che ha raccomandato a popolo e cantoni a respingere l’iniziativa popolare “Per una limitazione dei fuochi d’artificio” in votazione il 29 novembre.
L’iniziativa
L’iniziativa popolare chiede il divieto dei fuochi d’artificio rumorosi, come i petardi (vulcani e bengala non sarebbero compresi nel divieto) per proteggere gli animali, le persone e la natura.
Sarebbero previste alcune eccezioni per i grandi eventi sovraregionali come la Festa nazionale, sulla base di deroghe concesse dai cantoni. I privati tuttavia non potrebbero, per esempio, sparare petardi nel giardino di casa.
Iniziativa eccessiva
Per il Consiglio federale, il testo si spinge troppo lontano. “Il Consiglio federale prende molto sul serio la tutela delle persone, degli animali e dell’ambiente”, ha dichiarato ai media il “ministro” dell’ambiente Albert Rösti.
Il Governo intende ridurre il rumore e l’inquinamento e a tal fine sono già state adottate misure, ha aggiunto il consigliere federale bernese. Per questo crediamo, ha sottolineato, “che le conseguenze siano limitate sia dal punto di vista spaziale che temporale”.
Regole attuali bastano
Tanto più, ha dichiarato il “ministro” democentrista, che l’uso dei fuochi d’artificio è già oggi ben regolamentato. I cantoni e i comuni possono già limitarne l’uso, in particolare in caso di siccità o in luoghi specifici. E finora hanno dimostrato di saperlo fare, ha sostenuto Rösti.
La migliore dimostrazione? “Quest’estate, i fuochi sono stati vietati in tutta la Svizzera e non ce ne sono stati. La gente ha reagito in modo responsabile, ciò che dimostra l’inutilità di inserire un divieto nella Costituzione. Insomma, una buona informazione e senso di responsabilità bastano a avanzano per Rösti.
Le attuali disposizioni lasciano un margine di manovra sufficiente per evitare un uso improprio dei fuochi d’artificio, ha insistito. “È importante – secondo il consigliere federale – che le autorità locali possano trovare soluzioni che tengano conto delle condizioni in loco”.
E la libertà individuale?
Oltre a tutto ciò, per Albert Rösti, “un divieto nazionale come quello richiesto dall’iniziativa limiterebbe inoltre eccessivamente la libertà individuale dei cittadini”. I privati non potrebbero più sparare fuochi d’artificio per matrimoni o compleanni, una limitazione francamente “invasiva”
Vanno poi considerate, ha rimarcato il bernese, le conseguenze economiche dell’iniziativa se accolta alle urne. “Gran parte del mercato attuale crollerebbe o verrebbe trasferito all’estero”. I cittadini andrebbero a rifornirsi fuori dai confini nazionali oppure online, eventualità che renderebbe difficili i controlli.
Iniziativa col vento in poppa
Secondo un sondaggio pubblicato mercoledì, 21 ottobre, da YouGov, le prospettive sono buone per l’iniziativa: raccoglierebbe il 62% di “sì”, contro un 33% di “no” e un 6% di indecisi. YouGov ha interpellato 2’949 persone tra il 7 e il 19 ottobre. Il margine di errore è pari a più o meno 1,8 punti percentuali.
Per i rappresentanti della Protezione Svizzera degli Animali e di altre organizzazioni per la tutela della fauna, ma anche guardacaccia e agricoltori, l’uso di fuochi di artificio da parte di privati è sfuggito di mano.
Gli animali domestici, da reddito e selvatici – che hanno un udito assai sensibile – soffrono a causa dei rumori improvvisi delle esplosioni degli spettacoli pirotecnici e sono spesso colti da paura, stress e panico.
Oltre alle conseguenze nefaste sugli animali dovute al rumore, i fautori dell’iniziativa denunciano anche la notevole quantità di rifiuti lasciati da chi si diletta coi fuochi (imballaggi di legno, cartone, plastica), per non parlare dell’inquinamento ambientale.
Oltre a polvere da sparo, il materiale pirotecnico contiene infatti composti metallici (che generano i colori dei fuochi d’artificio) che emettono circa 200-400 tonnellate di polveri fini all’anno.
Inoltre, l’uso privato dei fuochi provoca ripetutamente incendi e incidenti, talvolta con feriti gravi. La Suva registra 260 infortuni all’anno causati da prodotti pirotecnici. La maggior parte riguarda ustioni alle mani e alle dita nonché lesioni permanenti all’udito (con conseguente acufene).
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