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Friburgo in piazza contro il femminicidio di Givisiez

manifestanti con il pugno alzato
Si tratta del 19esimo caso in Svizzera dall'inizio dell'anno. Keystone / Jean-Christophe Bott

A Friburgo, centinaia di persone hanno manifestato contro il femminicidio di Givisiez, chiedendo misure urgenti contro la violenza di genere, in quello che è il 19° caso in Svizzera dall’inizio dell’anno.

A seguito del dramma familiare avvenuto sabato a Givisiez, tra le 200 e le 300 persone si sono riunite sabato sera a Friburgo per protestare contro il femminicidio che ha spezzato la vita di una donna e del suo neonato.

Le e i manifestanti hanno deposto fiori e mostrato striscioni, tra cui uno con la scritta: “Siamo la voce di coloro che non hanno più voce”. La mobilitazione è stata organizzata dal collettivo “Sciopero femminista Friburgo”, che chiede misure concrete a livello cantonale e nazionale per contrastare la violenza di genere.

Sabato, un cittadino bulgaro di 43 anni ha accoltellato a morte la moglie 30enne, originaria della Macedonia del Nord, e il loro bebè di sei settimane, prima di tentare di togliersi la vita. L’uomo si trova ora in detenzione.

Secondo il collettivo, si tratta del 19° femminicidio in Svizzera dall’inizio dell’anno e del secondo nel cantone di Friburgo. Il precedente risale al 10 aprile, quando un uomo ha ucciso la moglie sul posto di lavoro a Epagny, prima di appiccare un incendio e togliersi la vita.

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