Fondi propri UBS, Keller-Sutter non cambia idea
Ribadendo la sua ferma posizione, la ministra delle finanze Karin Keller-Sutter ritiene irrinunciabile una copertura integrale dei fondi propri per le filiali estere di UBS, in contrasto con le indiscrezioni su un possibile allentamento da parte del Parlamento.
Karin Keller-Sutter non cambia idea sul tema dei fondi propri di UBS. La ministra delle finanze, espressasi martedì nel quadro di un congresso professionale, ritiene necessaria una copertura integrale delle partecipazioni in filiali estere da parte della grande banca.
“I requisiti stabiliti nell’attuale dibattito sono giustificati”, ha ribadito la consigliera federale dall’aeroporto di Zurigo, dove ha presenziato al Point Zero Forum. Tali esigenze sono a suo dire essenziali per garantire la stabilità finanziaria.
Ciò vale non solo per la Svizzera, ma potenzialmente per tutto il sistema finanziario globale. Keller-Sutter ha manifestato preoccupazione per la situazione negli Stati Uniti, dove la continua deregolamentazione potrebbe “aprire la strada a una nuova crisi”.
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Inoltre, secondo la sangallese, le banche ben capitalizzate offrono un vantaggio competitivo, poiché un sistema stabile e affidabile attrae maggiori capitali e ispira fiducia. Quando quest’ultima viene a mancare, il pericolo per gli istituti è grande, come ha dimostrato il tracollo di Credit Suisse.
Recenti indiscrezioni di stampa suggeriscono come il Parlamento stia valutando un allentamento delle future normative per UBS. Sarebbe prevista una copertura in fondi propri di base di qualità primaria (CET1) delle filiali estere del 70-80%, invece che del 100% proposto in aprile dal Consiglio federale.
Questa misura ridurrebbe a circa 15 miliardi di dollari tali requisiti patrimoniali. Secondo le stime delle autorità e in base alla situazione attuale, la cifra salirebbe a 20 miliardi seguendo invece la versione del governo.
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