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FIFA, alla scoperta della Calabria di Infantino

Reportage nei luoghi d'origine del dirigente italo-svizzero candidato alla poltrona di Blatter

Questo contenuto è stato pubblicato il 25 febbraio 2016 - 16:32

"Giannino per gli amici", "il boccia" per la mamma, l'uomo delle palline, il gran cerimoniere dei sorteggi di Champions League per tutto il resto del mondo.

Parliamo di Gianni Infantino, sorriso sornione, calma da "esperto burocrate", l'eterno secondo sdoganato dagli eventi. Lontano da scandali amato dai tifosi, che a lui hanno dedicato anche una pagina Facebook, oggi si trova sul tetto mondo.
Cittadino italo svizzero, nato a Briga, nello stesso cantone di Blatter, Infantino parla otto lingue, compreso l'arabo e l'Italiano, o meglio il "calabrisi" ereditato dal padre emigrato in Svizzera da Reggio Calabria.
Classe 1970 è cresciuto in Svizzero ha girato il mondo con Michel Platini, Infantino non ha mai nascosto la sua passione per la terra di origine, un affetto e un legame ricambiato nel 2006 con l'assegnazione del San Giorgio d'oro, premio assegnato ai calabresi doc nel mondo.
Un amore che lo riporta ogni estate nelle acque dello Stretto, dove ad aspettarlo c'è sempre una casa, gli amici e la famiglia. Siamo andati a conoscerli, a vedere dove è nato, dove tirava i primi a calci a un pallone, anche se come raccontano gli amici: non era proprio un campione.

Giuliano Rosciarelli/alaNEWS

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