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Ex dipendente delle FFS perseguito per una truffa milionaria

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Una truffa che è durata diversi anni. Keystone-SDA

Un ex dipendente delle FFS, insieme a quattro complici, è stato accusato dal Ministero pubblico della Confederazione di aver orchestrato per anni una frode milionaria ai danni dell'azienda, emettendo fatture gonfiate o fittizie per un danno totale di circa cinque milioni di franchi.

Le Ferrovie federali svizzere (FFS) sono state vittime di una frode milionaria nel corso di diversi anni. Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha avviato un’indagine contro un ex dipendente dell’ex regia federale e quattro complici.

Nel periodo dal 2007 al 2024 le FFS hanno subìto un danno per un importo totale di quasi 8,7 milioni, scrive l’MPC in un comunicato diffuso venerdì. Il perseguimento penale di una parte dei reati è caduto in prescrizione a causa dei relativi termini di 15 anni. Di conseguenza, l’arricchimento illecito ai danni delle FFS che viene complessivamente contestato si è ridotto a circa cinque milioni.

Secondo la procura federale, l’imputato principale, un 54enne ex collaboratore delle FFS, si è arricchito con le operazioni illecite per un importo di circa 4,4 milioni. I coimputati avrebbero invece incassato fraudolentemente una somma compresa tra i 14’750 e i 413’044 franchi.

La procura persegue il 54enne per truffa per mestiere, infedeltà nella gestione pubblica, riciclaggio di denaro aggravato e falsità in documenti. I quattro coimputati devono invece rispondere dinanzi al tribunale per complicità in ripetuta truffa (parzialmente per mestiere), parziale complicità in infedeltà nella gestione pubblica e parziale riciclaggio di denaro aggravato. In buona sostanza, l’MPC accusa i cinque di aver emesso fatture gonfiate o per consegne non avvenute.

Sistema istituito nel 2007

Secondo l’atto di accusa, nel 2007 l’imputato principale ha istituito, con la complicità di due coimputati e delle loro società, un sistema per truffare le FFS: nella sua funzione di capoprogetto e più tardi di capodivisione, il 54enne registrava nell’apposito sistema dell’azienda di trasporto ordinazioni di materiale per le quali successivamente emetteva fatture di consegna alle FFS tramite le società dei due coimputati di modo che all’ex regia federale non risultasse il proprio nome.

In vari casi l’imputato principale ha effettivamente consegnato merci, di cui le FFS non avevano tuttavia bisogno e che venivano fatturate a un prezzo eccessivo. Nella maggior parte dei casi, però, non si verificava una consegna.

Sempre secondo l’atto di accusa, il denaro passava dapprima dalle FFS su conti delle società dei due coimputati costituite in parte appositamente a tal scopo. Questi trasferivano i pagamenti, dopo deduzione di un compenso per la partecipazione al reato, sul conto di una società per la cui fondazione il 54enne aveva reclutato una terza coimputata. Singoli pagamenti venivano versati alla terza persona non coinvolta, al cui conto l’imputato principale aveva accesso mediante procura. In seguito, il 54enne trasferiva il denaro su altri conti o lo spendeva.

Nel 2010 sono state iscritte nel registro di commercio altre due società in cui anche la terza coimputata fungeva da direttrice e unico membro del consiglio di amministrazione. Per i suoi servizi – iscrizione nel registro di commercio, firma di diversi documenti – essa avrebbe ricevuto una quota degli utili. L’imputato principale avrebbe falsificato talvolta anche la firma della terza coimputata e una volta un contratto di prestito per rendere plausibile l’improvviso incremento del suo patrimonio presso la società fiduciaria competente.

Secondo l’MPC, oltre a fatturare tramite le società dei due primi coimputati, l’imputato principale avrebbe iniziato a emettere fatture alle FFS anche tramite queste due nuove società. Avrebbe in seguito interrotto completamente la collaborazione con i primi due coimputati.

Per rendere plausibile la contabilità delle società registrate dalla terza coimputata, il 54enne avrebbe finto un flusso monetario e quindi un’operazione commerciale. La procura federale accusa un quarto coimputato di aver emesso, a tal scopo, a queste società fatture per la finta consegna di materiale. Il denaro pagato così alle società del quarto coimputato sarebbe stato ritrasferito all’imputato principale, dopo deduzione di un compenso per la partecipazione al reato, tramite altri conti bancari.

Alla fine di settembre 2024, le FFS hanno sporto una denuncia penale presso il MPC, il quale ha aperto un procedimento penale pochi giorni dopo.

Per tutte le parti in causa vale la presunzione di innocenza. Con il deposito dell’atto di accusa, la competenza di fornire ulteriori informazioni ai media passa al Tribunale penale federale.

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