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1° maggio, dodicimila in corteo a Zurigo

Circa 12 mila persone hanno attraversato lunedì il centro storico di Zurigo per il corteo del Primo maggio più seguito della Svizzera. Al centro della protesta sindacale, riassunta nello slogan “Sanità prima del profitto”, la possibile privatizzazione di un ospedale cantonale. Nel resto del Paese, l’accento è stato messo soprattutto sulla riforma Previdenza 2020. Fra i manifestanti di Zurigo, anche alcuni black bloc, che hanno lanciato petardi e imbrattato muri.

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In particolare, alcuni dimostranti avrebbero lanciato sostanze colorate contro i muri del consolato e scritto “Erdogan deve morire” sulle case vicine. Non si sa chi abbia compiuto il gesto ma la polizia tende a credere si sia trattato di un’azione dei black bloc. Forze dell’ordine che sono intervenute per tentare di proteggere la sede consolare e i dipendenti che ci lavorano.

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Turco era anche l’oratore principale scelto dal “Comitato Primo maggio”. Mithat Sancar, professore di diritto costituzionale ad Ankara e membro del parlamento turco per il filo-curdo HDP, ha criticato l’avanzata del populismo e del radicalismo di destra in molte parti d’Europa.

Previdenza per la vecchiaia

A livello nazionale, la Festa dei lavoratori è stata molto seguita nonostante la pioggia. I sindacati ne hanno approfittato per attirare l’attenzione sulla riforma Previdenza per la vecchiaia 2020, che passerà al vaglio di una votazione popolare il prossimo 24 settembre.

Unia, la sigla che rappresenta il maggior numero di lavoratori, non la osteggia ma chiede che l’aumento dell’età pensionabile per le donne (da 64 a 65 anni, come gli uomini) sia compensata con la parità di retribuzione.

La presidente Vania Alleva, nei discorsi a Berna e Thun, ha sottolineato come ritenga “ingiusto che le donne paghino il prezzo più alto per i miglioramenti delle pensioni” e annunciato che Unia intende lanciare una nuova iniziativa popolare dal titolo “Basta con il furto di stipendio – per la parità di retribuzione, ma subito”.

Alleva ha fatto poi riferimento alla “insicurezza sociale crescente” e “diseguaglianze sempre più estreme” fomentate dalla “disoccupazione, l’incertezza dell’impiego, le pressioni salariali” e “la flessibilità unilaterale” che “stanno avendo terreno fertile, in Svizzera e negli altri paesi”.

Si è espresso sulla riforma delle pensioni anche il presidente dell’Unione sindacale svizzera (USS) Paul Rechsteiner, nel suo discorso a Baden (Argovia). “Chi definisce irrisori gli aumenti delle rendite AVS” (ovvero il cosiddetto ‘primo pilastro’, la componente pubblica della previdenza per la vecchiaia in Svizzera, ndr) “non ha nessuna idea della realtà della gente”, ha detto Rechsteiner.

Servizio pubblico

A Bülach (Zurigo), la presidente del Sindacato svizzero dei servizi pubblici (SSP/VPOD) Katharina Prelicz-Huber ha condannato quelli che definisce smantellamento dello Stato, regali fiscali e politica d’austerità: “Noi chiediamo un servizio pubblico di qualità, buone condizioni di lavoro e salari uguali”.

 

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