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La Svizzera riparte con cautela

persone che corrono su un tapis roulant
Anche le palestre sono di nuovo accessibili in Svizzera. Keystone / Laurent Gillieron

Nella Confederazione è scattata lunedì la fase due delle misure di deconfinamento. Scuole obbligatorie e negozi hanno riaperto e i trasporti pubblici sono tornati a circolare secondo orario normale. Una ripresa all'insegna della prudenza.

Per la prima volta dopo quasi due mesi, i residenti in Svizzera hanno potuto tornare a sedersi al tavolo di un ristorante e i bambini sui banchi di scuola.

La fase due ha preso avvio senza particolari scossoni e in modo progressivo. In diversi cantoni, ad esempio, si è optato per una ripresa scolastica scaglionata. Bambini e ragazzi ritornano in aula solo per metà giornata o un giorno su due, in modo da dimezzare le classi. Nei ristoranti sono state adottate diverse misure di sicurezza, ad esempio distanziando i tavoli di due metri e limitando a quattro il numero di persone per tavolo.  Contrariamente a una prima proposta, però, bar e ristoranti non devono obbligatoriamente chiedere i dati personali dei clienti (una misura che sarebbe servita per ritracciare eventuali contatti con persone contagiate).

Nel servizio, come è andata la riapertura in Ticino:

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Se in Ticino e generalmente in tutti i cantoni della Svizzera francese la ripresa delle scuole avviene a scaglioni, nella Svizzera tedesca si procede a passo più spedito. Ad esempio, come si può vedere nel servizio, nel cantone Argovia sono tornati in classe tutti gli allievi delle elementari, seppur con dei provvedimenti. La cattedra e gli insegnanti sono protetti da un pannello di plexiglass e sul pavimento sono tracciate linee che gli allievi non possono oltrepassare.

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A riaprire sono stati anche i negozi. Molti commerci provano ad attirare i clienti praticando sconti e non è raro trovare code davanti ai punti vendita.

Dappertutto sono state introdotte misure di protezione. I clienti vengono contati e l’accesso limitato a un certo numero di persone a seconda della superficie del negozio. In alcuni casi al personale e ai clienti vengono fornite, su richiesta, maschere protettive. I pavimenti sono in parte ricoperti da indicazioni sulla distanza da mantenere e da frecce sulla direzione da seguire.

Clienti in fila all entrata dei negozi che sono stati riaperti dopo quasi due mesi.
Clienti in fila all’entrata dei negozi che sono stati riaperti dopo quasi due mesi. Keystone / Christian Beutler

A riprendere il ritmo normale sono stati pure i mezzi di trasporto, da lunedì operativi secondo l’orario consueto. Autobus e treni non sono stati però presi d’assalto, anche nelle ore di punta.

Per rendersi conto di persona delle misure di sicurezza prese, la presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga ha visitato il centro comando delle Ferrovie federali svizzere. “La popolazione deve sapere che i trasporti pubblici sono sicuri ed affidabili”, ha dichiarato la consigliera federale, dicendosi contenta per il ritorno alla cadenza normale.

Normale però fino a un certo punto, poiché i viaggi turistici e i convogli speciali – ad esempio quelli organizzati dalle FFS per i weekend dell’Ascensione e della Pentecoste – sono stralciati. “Dal punto di vista sanitario non sarebbe intelligente recarsi in massa in Ticino”, ha spiegato Simonetta Sommaruga.

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Il progressivo deconfinamento avviene in un momento in cui le cifre della pandemia sono in calo. In Ticino, ad esempio, per la prima volta dal 13 marzo non ci sono stati decessi e solo tre persone sono risultate contagiate.

A livello nazionale, dagli oltre 1’000 contagi al giorno registrati da metà marzo a inizio aprile, si è scesi costantemente a meno di 100 negli ultimi giorni.

“L’evoluzione del contagio è sempre più contenuta, ci possiamo davvero rallegrare”, ha sottolineato il responsabile della task-force Covid-19 Daniel Koch.

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