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La rivoluzione dei farmaci dimagranti

Farmaci antiobesità GLP-1: diversi approcci industria alimentare
Farmaci antiobesità GLP-1: diversi approcci industria alimentare Keystone-SDA

La diffusione dei nuovi trattamenti contro l'obesità sta costringendo l'industria alimentare, tradizionalmente orientata al piacere, a una profonda rivoluzione verso prodotti più sani e ricchi di proteine.

Mangiare meno, mangiare meglio. Questo motto, che accompagna i nuovi trattamenti contro l’obesità e il sovrappeso, sta rivoluzionando un’industria alimentare tradizionalmente orientata al piacere immediato, spesso a scapito delle raccomandazioni dietetiche.

“La maggior parte delle società quotate in Europa nel ramo alimentare e delle bevande opera nei settori dell’alcol, dello zucchero, del cioccolato e dei grassi”, osserva Théodore Duval-Segard, responsabile del settore presso AlphaValue, società attiva nell’analisi borsistica.

Già poco raccomandati per la popolazione nel suo complesso, questi alimenti sono particolarmente sconsigliati a chi desidera perdere peso, concorda Natalie Bez, ricercatrice presso la Scuola universitaria professionale di Berna e dietista certificata, in un’intervista con l’agenzia finanziaria AWP.

“Il fenomeno GLP-1 è stato forse considerato una moda all’inizio, ma la diffusione di questi trattamenti e il calo dei loro prezzi stanno ora spingendo i responsabili dei gruppi alimentari ad adattare le loro gamme a un cambiamento che sta diventando strutturale”, sottolinea Duval-Segard.

Pochi esempi positivi

“In sintesi, solo un decimo della capitalizzazione di borsa del settore alimentare e delle bevande sembra compatibile con il GLP-1. È una cifra rivelatrice!”, esclama l’analista di AlphaValue. Tre aziende rappresentano tuttavia un’eccezione: il colosso francese dell’acqua e degli yogurt Danone, l’azienda lattiero-casearia lucernese Emmi e lo specialista spagnolo di riso e pasta Ebro Foods.

Negli Stati Uniti, dove il fenomeno GLP-1 è già molto più diffuso che dalle nostre parti, studi recenti hanno rilevato una riduzione del budget alimentare delle famiglie interessate fino al 5%, con un contemporaneo spostamento della spesa dagli snack e dai prodotti zuccherati verso alimenti più freschi o in porzioni più piccole, e soprattutto ricchi di proteine per compensare la perdita di massa muscolare indotta dall’improvviso calo dell’appetito.

“La sfida principale per chi utilizza questi farmaci è quella di assumere una quantità sufficiente di proteine, seguendo al contempo un’alimentazione equilibrata, ricca di minerali, vitamine, cereali integrali, frutta e verdura”, conferma Bez.

Il latte, per fare il pieno

Tutto ciò apre nuove prospettive per aziende come Nestlé, Danone o Emmi, con un netto vantaggio naturale per queste ultime due, attive principalmente nella trasformazione del latte. Non c’è infatti bisogno di rivedere un portafoglio già ricco di proteine.

“Oltre al proprio know-how nel settore delle proteine, Emmi vanta un posizionamento unico nel segmento dei dessert di alta gamma, che la colloca in una posizione ideale per sfruttare i momenti di piacere nella dieta dei pazienti in terapia con GLP-1”, sottolinea Duval-Segard.

Di fronte a una problematica fondamentalmente in contrasto con il proprio modello di business, Nestlé ha reagito creando da zero una gamma dedicata ai pazienti in terapia con GLP-1, lanciata con grande risonanza pubblicitaria nel 2024 negli Stati Uniti. La multinazionale vodese cavalca inoltre la tendenza più ampia delle bevande arricchite con proteine.

Givaudan si sfrega le mani

“Il problema dell’aggiunta di proteine negli alimenti è che ne altera fortemente il gusto e richiede una riformulazione dei prodotti per mascherare questo effetto”, sottolinea Duval-Segard. Noto soprattutto per le sue fragranze, il colosso chimico Givaudan vede in ciò un’opportunità di sviluppo per la sua divisione Aromi.

“Aiutiamo i marchi ad aggiungere qualcosa in più ad ogni boccone, trasformando la nutrizione in un’esperienza multisensoriale di soddisfazione, benessere e fiducia”, si vanta il gruppo ginevrino su una pagina dedicata al fenomeno GLP-1.

Più prosaicamente, il direttore della divisione Aromi, Antoine Khalil, ha stimato quest’estate che questo mercato registrerà una crescita annua di circa il 9% nei prossimi cinque anni, sottolineando al contempo, in occasione di una giornata dedicata agli investitori, che Givaudan intende trarne vantaggio in misura più che proporzionale.

Più Nord America che Svizzera

La questione del GLP-1 rimane per ora concentrata in Nord America dove, secondo recenti osservazioni, a più di un adulto su dieci è stata prescritta la somministrazione per combattere il diabete o il sovrappeso.

In Svizzera, la percentuale della popolazione in terapia con GLP-1 si è attestata lo scorso anno al di sotto del 2%, secondo un’analisi dei dati effettuata dalla principale cassa malati del Paese, Helsana, per conto di AWP. Sebbene rimanga modesta, questa cifra è stata moltiplicata per quasi dieci in altrettanti anni.

E potrebbe crescere ancora. L’Ufficio federale di statistica (UST) stimava nel 2022 che la percentuale della popolazione svizzera in sovrappeso fosse pari al 43%, con il 12% che soddisfaceva i criteri di obesità.

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