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Euroairport, trovato un accordo fiscale

Da 60 annii, lo scalo di Basilea-Mulhouse è su suolo francese ma beneficia del regime fiscale svizzero; la Francia mirava ad applicarvi il proprio

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La Francia non promette soltanto di aiutare la Svizzera nelle trattative con l’Unione Europea: il presidente francese Hollande ha annunciato sabato di aver messo fine al lungo contenzioso fiscale sull’aeroporto di Basilea-Mulhouse, aggiungendo un tassello alla distensione delle relazioni tra Francia e Svizzera.

Basilea-Mulhouse sorge interamente su suolo francese. Qui, da 60 anni, la Francia accetta che sia in vigore il regime fiscale svizzero. Almeno fino all’estate del 2014, quando Parigi ha affermato di volervi applicare la fiscalità francese.

Una prospettiva che allarma la Svizzera ma anche le imprese, che temono una maggior pressione fiscale. Una linea intransigente che Hollande, sabato, ha definitivamente abbandonato.

“C’era l’aeroporto di Basilea-Mulhouse”, ha detto. “Parlo al passato. Sono lieto che possiamo annunciare un accordo sulla fiscalità applicabile all’aeroporto e che sarà introdotto in una convezione tra i due Paesi.”

L’accordo è frutto della dichiarazione d’intenti di un anno fa. Se ne saranno adottati i principi, le compagnie aeree rimarranno sottoposte al regime fiscale elvetico. Mentre le altre imprese attive nello scalo saranno tassate in Francia.

Per Berna, ciò comporterà perdite fiscali. Il presidente della Confederazione Johann Schneider-Amman è però ottimista e pensa in primo luogo ai seimila posti di lavoro del settore.

“È una soluzione vincente per tutti e due”, ha dichiarato. “Un compromesso ragionevole, perché permetterà alle imprese di salvaguardare i posti di lavoro e di fare investimenti all’interno dell’aeroporto”.

Un accordo annunciato nel corso dell’inaugurazione del museo Underlinden a Colmar, alla quale era ospite Schneider-Amman.

Una visita di piacere, dunque, per il presidente della Confederazione, che torna a casa dopo aver incassato anche l’impegno di Hollande ad aiutare Svizzera e Unione europea nelle discussioni sulla libera circolazione.

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