Esportazioni svizzere ai minimi dal 2021
Nel primo trimestre del 2026, il commercio estero svizzero ha registrato un calo sia per le esportazioni che per le importazioni, spinto al ribasso soprattutto dal comparto chimico-farmaceutico nonostante la crescita del settore orologiero.
Il commercio estero svizzero ha subito un rallentamento nel primo trimestre del 2026, con un calo sia delle esportazioni che delle importazioni. Sotto pressione è stato soprattutto il settore chimico-farmaceutico.
Nel periodo in rassegna le esportazioni destagionalizzate si sono contratte del 4,2%, attestandosi a 66,9 miliardi di franchi, raggiungendo in tal modo il livello più basso dal terzo trimestre del 2021, riferisce martedì l’Ufficio federale della dogane e della sicurezza dei confini (UDSC).
Le importazioni sono dal canto loro diminuite del 4,7%, a 55,8 miliardi di franchi. Il surplus della bilancia commerciale si è attestato a 11,1 miliardi di franchi, registrando un calo per la quinta volta consecutiva.
Crolla export chimico-farmaceutico
Per quanto riguarda l’export, a soffrire in modo particolare è stato uno dei comparti chiave dell’economia elvetica, quello chimico-farmaceutico, che ha registrato un calo dell’8,1%. In flessione anche il ramo della gioielleria, quello alimentare e del tabacco, che pesano però decisamente meno. In crescita invece le vendite orologiere (+2,1%) e di veicoli (1,2%), che hanno toccato un nuovo record.
A livello regionale, solo le esportazioni verso l’Europa sono cresciute, mentre sono decisamente calate verso il Nord America, a causa in particolare degli Stati Uniti (-15,6%), dove hanno toccato il livello più basso dal 2020. In contrazione anche i dati concernenti l’Asia.
Calano le importazioni
Il ramo chimico-farmaceutico ha subito una netta contrazione anche per quanto riguarda le importazioni (-10,8%, a 2,3 miliardi di franchi). Molto negativi anche i dati della gioielleria e l’arrivo di veicoli. In questo ambito a pesare sono state soprattutto le importazioni dall’Europa (-5,2%), mentre sono cresciute quelle dal Nord America (+2,8%) e sono rimaste pressoché invariate quelle dall’Asia.
Prendendo in considerazione il solo mese di marzo, le esportazioni destagionalizzate sono aumentate dell’1,0% a 22,4 miliardi di franchi, anche se in termini reali hanno registrato un calo del 3,4%. La ripresa è da ricondurre principalmente al ramo chimico-farmaceutico.
Dopo il calo di febbraio, le importazioni sono balzate del 10,1% attestandosi a 19,6 miliardi di franchi (in termini reali: +3,1%). Anche in questo caso l’inversione di tendenza è da attribuire ai prodotti chimici e farmaceutici, che hanno registrato un’impennata del 36,1% su base mensile. Nel mese in esame, la bilancia commerciale ha registrato un surplus di 2,7 miliardi di franchi.
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