Durante la bassa stagione circa 3'000 persone vivono a Verbier, ma in pieno periodo turistico la località alpina si trasforma in una vera e propria città.
Keystone / Laurent Darbellay
Il governo cantonale vallesano ha respinto la richiesta dei medici che lavorano nella località turistica di mettere in quarantena il comune.
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tvsvizzera.it/mar con RSI (TG del 24.3.2020)
A Verbier sono stati registrati circa 60 casi di persone positive al coronavirus. Ciò ha spinto diversi medici della regione a chiedere di isolare la famosa località turistica e la sua vallata.
Facendosi portavoce di altri camici bianchi, la dottoressa Sabine Popescu ha sostenuto che una simile misura è necessaria per proteggere il Vallese e la Svizzera. “C’è troppo viavai, soprattutto di lavoratori. Ciò non permette di stabilizzare la situazione sanitaria”.
Dopo aver discusso con la Confederazione e il Comune di Bagnes, al quale Verbier appartiene, le autorità vallesane hanno deciso di rinunciare a una misura di isolamento.
Il servizio del TG:
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La consigliera di Stato responsabile della sanità, Esther Waeber-Kalbermatten, ha affermato che una quarantena non può essere pronunciata da un Cantone per una regione ma solo per singole persone o edifici, come ad esempio per i clienti e il personale di un hotel. Solo la Confederazione può confinare un’intera località.
Il Cantone vuole comunque rinforzare i controlli della polizia per garantire che i negozi ancora autorizzati ad aprire, gli alberghi (per la verità quasi tutti chiusi) e i cantieri rispettino le misure igieniche e in particolare la cosiddetta distanza sociale.
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