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Egerkingen, a scuola solo tedesco o schwyzerdütsch

Per favorire l'integrazione, il comune ha deciso che nel perimetro delle elementari allievi, docenti e genitori debbano parlare la lingua del posto

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In Svizzera, in molte scuole dell’obbligo il numero di allievi alloglotti supera quello dei ragazzi che parlano invece la lingua del posto. Per ovviare a questa situazione, e facilitare l’integrazione di tutti gli scolari, il comune di Egerkingen, nel canton Soletta, ha deciso di imporre l’obbligo dello svizzero tedesco o del tedesco all’interno della scuola elementare.

Il provvedimento -che vale sia per docenti e allievi, sia per i genitori- sta facendo discutere.

Scuola elmentare di Egerkingen. Qui in alcune classi gli scolari con un passato migratorio raggiungono il 70% del totale. Un arricchimento, secondo alcuni, una minaccia identitaria secondo altri. Tra i quali il Comune, che ha deciso di ricorrere a drastici provvedimenti: all’interno dell”istituto, anche durante la ricreazione, sarà obbligatorio per tutti parlare solo tedesco o svizzero tedesco.

È una misura che si impone vista la presenza dominante di alloglotti. Se allievi germanofoni devono adattarsi ai compagni che non lo sono, viene meno la funzione integrativa della scuola.

Per far rispettare le disposizione, le autorità hanno predisposto una serie di interventi diretti ai genitori dei bambini alloglotti che vanno dal richiamo orale, alla lettera in cui si minaccia di obbligarli a seguire un corso di tedesco a loro spese. Genitori che devono inoltre pagarsi un interprete, se non parlano tedesco, se intendono partecipare alle riunioni di scuola.

Ma se l’integrazione passa sicuramente dalla lingua, il metodo coercitivo non raccoglie il plauso unanime. Come spiega l’esperta di linguaggio Margrit Stamm del linguaggio dell’Università di Friburgo: “I docenti dovrebbero in questo modo assumere un ruolo poliziesco. Controllare gli allievi anche durante la pausa, e sanzionarli se necessario. Non rientra nei loro compito, le autorità non possono obbligarli.”

“Ci attendiamo un certo pragmatismo”, dice la sindaca di Egerkingen, Johanna Bartholdi, “da parte degli insegnanti che potrebbero intervenire quando, in determinate situazioni, certi gruppi adottano in modo ostentato comportamenti ostili nei confronti dei compagni germanofoni”.

Le autorità non hanno insomma dubbi: l’intento è quello di favorire l’integrazione di bambini e ragazzi stranieri, e anche evitare che gli allievi germanofoni vengano in qualche modo emarginati.

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