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Ebrei da 150 anni liberi in Svizzera

La sinagoga Agudas Achim di Zurigo keystone

A partire dal 1866 un voto popolare diede agli ebrei gli stessi diritti degli altri cittadini svizzeri. Fino a quel momento erano ghettizzati in due sole località

Questo contenuto è stato pubblicato il 11 gennaio 2016 - 11:33

Da un secolo e mezzo gli ebrei in Svizzera godono degli stessi diritti di tutti gli altri cittadini: il 14 gennaio 1866 infatti, in occasione di uno storico voto, venne loro concessa la libertà di insediarsi ovunque, mentre fino a quel momento avevano il diritto di abitare solo nelle località argoviesi di Endingen e Lengnau.

La costituzione del 1848 riservava la libertà di scelta del domicilio agli Svizzeri di religione cristiana, ma 18 anni più tardi il popolo cambiò le cose, aprendo agli ebrei con il 53,2% dei voti.

Con la libertà concessa agli ebrei da popolo e cantoni, pian piano scomparvero altri soprusi e persecuzioni esercitati per secoli nei riguardi degli ebrei, non soltanto in Svizzera.

Insieme alla Spagna, la Svizzera era uno degli ultimi paesi a prevedere eccezioni nei confronti degli ebrei. Oggi sono 18 mila quelli che prendono parte alla vita economica, politica, scientifica e culturale. L'ex consigliera federale Ruth Dreifuss era originaria di Endingen.

Integrazione positiva

All'inizio di dicembre Herbert Winter, presidente della Federazione svizzera delle comunità israelitiche, ha tracciato un bilancio positivo dell'integrazione degli ebrei, non senza rilevare qualche stonatura. Come quella di non tener conto nei programmi scolastici delle festività e ricorrenze religiose ebraiche.

Celebrazioni

Domenica 17 gennaio a Berna si terrà una manifestazione alla presenza del presidente della Confederazione Johann Schneider-Amman per celebrare i 150 anni dalla fine della discriminazione. In quell'occasione saranno presentate le opere di diversi artisti ebrei e ci sarà un'esposizione di fotografie di Alexander Jaquemet,

ats

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